Call Veloce sospesa per un anno, Anief avvia il ricorso: negata ai docenti precari ulteriore opportunità di entrare in ruolo

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Anief – A seguito delle procedure straordinarie di immissione in ruolo da GPS, il decreto “sostegni bis” (D.L. 25 maggio 2021, n. 73 convertito, con modificazioni, dalla L. 23 luglio 2021, n. 106) ha sospeso per un anno l’applicazione della normativa che prevedeva la cosiddetta “call veloce” procedura che permette a quanti sono inseriti in graduatorie utili per le immissioni in ruolo di concorrere all’attribuzione degli incarichi a Tempo Indeterminato residuati, dopo tutte le altre procedure di nomina interne, in altre province/regioni rispetto a quelle di appartenenza.

Marcello Pacifico “Le immissioni in ruolo straordinarie dalle sole GPS di I fascia non saranno sufficienti a coprire i posti effettivamente vacanti e disponibili soprattutto nelle province del Nord. Non capiamo il motivo della sospensione della “call veloce” che avrebbe permesso a tanti insegnanti abilitati di partecipare alle immissioni in ruolo residue dopo tutte le altre procedure e riteniamo illegittima questa sospensione della norma”. Al via, dunque, le adesioni allo specifico ricorso predisposto dall’Anief.

I docenti precari che sono inseriti nelle Graduatorie utili per le immissioni in ruolo (Concorso Ordinario 2016, Concorsi Straordinari 2018 per la Scuola Infanzia/Primaria e per la Scuola Secondaria e relativi posti sostegno, Concorso Straordinario 2020 o GPS di I Fascia e relativi elenchi aggiuntivi) per posti curricolari o di sostegno, infatti, sono danneggiati dalla sospensione per un anno operata dal decreto legge n. 73/2021 che, all’articolo 58, comma 2 ,lettera b), sospende, appunto, per un solo anno, le disposizioni contenute nel DL 126/2019, che prevedeva proprio una procedura di chiamata per l’assunzione a tempo indeterminato (cosiddetta “call veloce”), in territori diversi da quelli di pertinenza delle medesime graduatorie, di personale docente ed educativo sui posti rimasti vacanti e disponibili in ciascun anno scolastico dopo le operazioni di assunzione a tempo indeterminato, disposte ai sensi della normativa vigente. “Il Decreto “Sostegni bis” – spiega il presidente Anief Marcello Pacifico – ben avrebbe potuto semplicemente specificare che le procedure della “call veloce” sarebbero state poste in essere a conclusione delle operazioni di nomina “straordinaria” da I Fascia GPS. Come sindacato abbiamo contestato e continuiamo a contestare duramente la previsione di attingere dalle GPS solo di I fascia e con l’ulteriore requisito dei 3 anni di servizio per le nomine da posto comune ed evidenziamo che anche la sospensione della “call veloce” per un anno non ha alcun senso proprio perché la limitazione alla sola I fascia GPS non permetterà, soprattutto nelle province del Nord di coprire effettivamente tutte le disponibilità utili per le immissioni in ruolo. A noi pare che la volontà dichiarata dal legislatore con il “sostegni bis” – di coprire tutti i posti vacanti e disponibili e di risolvere il problema del precariato nella scuola – sia completamente smentita dai fatti: hanno limitato troppo le modalità di accesso “al ruolo” da GPS e hanno addirittura eliminato per un anno la chiamata diretta da altra regione. La “call veloce” lo scorso anno è stato un flop perché il vincolo dei 5 anni di permanenza nella sede di titolarità ha fatto, giustamente, paura a molti, ma ora che questo vincolo – a nostro avviso comunque illegittimo – è stato ridotto a 3 anni e che la platea dei candidati è stata ampliata ai docenti inseriti in I fascia GPS, sospendere la call veloce non ha proprio alcun senso. Così non si risolve affatto il precariato e agiremo in tribunale”.

Per aderire al ricorso Anief e contestare la sospensione della “call veloce” per le nomine in ruolo 2021/2022, clicca qui.

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