Caldo record in tutta Italia, ma la scuola d’estate non chiude: ecco il lavoro misconosciuto del personale Ata

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Caldo record in Italia. L’ondata di calore non accenna a placarsi e si registrano temperature altissime nella maggior parte della penisola. La convinzione che le scuole chiudano durante l’estate è un mito. Anche quando le attività didattiche si interrompono, la vita nelle istituzioni scolastiche continua, soprattutto per il personale ATA, DSGA e i dirigenti scolastici.

In realtà, il personale ATA – che comprende un’ampia gamma di professioni, dalla gestione amministrativa alla custodia e manutenzione dei locali – si impegna in molte attività durante l’estate. Questo va dalla preparazione del nuovo anno scolastico alla gestione di questioni logistiche e contabili. Il tutto sotto la guida del DSGA e del dirigente scolastico, i quali supervisionano e partecipano attivamente a vari processi.

Essendo enti pubblici che offrono un servizio pubblico, le scuole devono garantire l’apertura e il funzionamento dei servizi durante il periodo estivo. Infatti, la chiusura arbitraria potrebbe costituire un reato di interruzione di pubblico servizio.

Tra le principali responsabilità del personale ATA durante l’estate ci sono le pulizie straordinarie, l’organizzazione delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali e delle attrezzature e l’esecuzione di importanti attività amministrative e contabili. Queste includono la predisposizione degli organici per il nuovo anno scolastico, la formazione delle prime classi, l’emissione di certificati di frequenza e superamento esami e la gestione dei beni della scuola. Inoltre, ci sono adempimenti contabili come la verifica e l’assestamento del Programma annuale (entro il 30 giugno), il pagamento del Fondo MOF e del Fondo d’Istituto (FIS) e l’acquisto di beni e forniture per il nuovo anno scolastico.

Strutture obsolete

Occorre ricordare, inoltre, che più della metà delle strutture scolastiche italiane sono costruite oltre cinquant’anni fa con sistemi ora obsoleti. Queste scuole non sono adatte alle alte temperature che caratterizzano ormai non solo le estati, ma anche le primavere, specie nel Mezzogiorno. Di conseguenza, l’impatto sul calendario scolastico è notevole: i mesi estivi sono praticamente esclusi per lezioni e didattica, ad eccezione di laboratori speciali che devono comunque affrontare le problematiche legate al caldo.

Il problema del caldo, però, non riguarda solo l’Italia. Le strutture scolastiche presenti in Europa, secondo un recente dell’Unione Europea, sono inadeguate e pericolose in estate, date le elevate temperature per edifici concepiti appositamente  per i mesi autunnali e invernali invece che per le stagioni calde.

Dunque, a scanso di equivoci, le scuole non “chiudono” in estate, ma continuano a svolgere un ruolo vitale. Il personale ATA, i DSGA e i dirigenti scolastici lavorano instancabilmente per garantire che tutto sia pronto per l’inizio del nuovo anno scolastico, sfatando così il mito delle “scuole chiuse in estate”.

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