Cala vocazione per l’insegnamento. Il laureato è donna, “economista” e di una facoltà del Nord

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L’identikit viene dal report annuale "Italia in cifre" edizione 2014 elaborato dall’Istat. Calo di immatricolazioni dal 2002 al 2011 di 11,4 per 100 diplomati. Meno 10% iscritti a facoltà per l’insegnamento.

L’identikit viene dal report annuale "Italia in cifre" edizione 2014 elaborato dall’Istat. Calo di immatricolazioni dal 2002 al 2011 di 11,4 per 100 diplomati. Meno 10% iscritti a facoltà per l’insegnamento.

Un calo non indifferente che deve far riflettere sull’accesso all’istruzione superiore in tempo di crisi. Forse l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Germania che ha abolito le tasse universitarie.

Altro dato interessante, riguarda la scelta delle facoltà. E’ il "Gruppo economico-statistico" con 40mila immatricolazioni nell’anno 2011/12, sebbene si registra un calo del 3%.

In aumento, invece il "Gruppo ingegneria" con 35.491 immatricolati con un + 2,1% rispetto all’anno precedente. Interessante l’aumento del gruppo agrario con un +12,4%.

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Per quanto riguarda le immatricolazioni nel "Gruppo insegnamento", si registra un calo del 10%, ma un aumento di laureati di ben 12,9%.

Per quanto riguarda il sesso dei laureati, il grafico sottostante non lascia dubbi, la laurea vede un arrembaggio femminile che siamo sicuri aumenterà nei prossimi anni.

Per quanto riguarda l’area geografica dei laureati, è il Nord ad avere la meglio con 130.794, seguito dal Mezzogiorno con 91.584 e il Centro con 76.494. Una precisazione, con area geografica non si intende l’appartenenza del laureato, ma l’area di appartenenza della sede universitaria. Quindi son compresi anche gli studenti che da Sud si spostano a Nord, dato del quale lo studio è privo.

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