Cade l’obbligo di vaccinazione anti Covid per il personale, Anief: scelta politica sbagliata unica in Europa, intanto le lezioni riprendono in classi sovraffollate, vecchie e non ventilate

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Il ministero dell’Istruzione, con la Nota 1998 del 19 agosto a firma del capo dipartimento Stefano Versari, ha di fatto sancito la fine dell’obbligo vaccinale, di fatto già scaduto il 15 giugno scorso. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “l’obbligo vaccinale per il personale scolastico è stata una scelta politica, isolata in Europa, poco utile e volutamente discriminatoria nel vietare persino un assegno alimentare.

Intanto, dopo tre anni di Covid, le scuole non hanno aule nuove ma classi sempre sovraffollate e prive dei tanto decantati sistemi di ventilazione meccanica, hanno perso persino quell’organico aggiuntivo di oltre 80mila unità, lo scorso anno già dimezzato”.

“Come sindacato – continua Pacifico – il sindacato Anief è stato l’unico tra i rappresentativi dei lavoratori a denunciare scelte politiche che non hanno tutelato la salute del personale scolastico e ne hanno compresso diritti inalienabili ancora da riparare nei tribunali grazie ai ricorsi patrocinati dal nostro sindacato. Nel frattempo, il 25 settembre, in occasione delle elezioni politiche che ci porteranno una nuova legislatura, si è chiamati a votare anche su questo. Perché la politica – conclude il leader del sindacato autonomo – non faccia più scelte sbagliate”.

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