C. Giunta (saggista), PAS: bene accesso dottori di ricerca ma sbagliato non bocciare

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Ci sono quattro buone ragione per aprire anche ai dottori di ricerca l’accesso ai Pas.

A sostenere questa tesi e spiegarne le ragioni è il saggista Claudio Giunta. Lo ha fatto con un editoriale pubblicato sul sito Internazionale.it.

In buona sostanza, secondo Giunta, che è stato anche docente, è vero che c’è differenza fra insegnare a scuola e fare ricerca; altrettanto vero è che i dottori di ricerca possono ri-professionalizzarsi studiando e facendo concorsi. D’altra parte si tratta di docenti iperqualificati che spesso trovano sbocco anche negli insegnamenti universitari restando precari per anni.

I quattro motivi per i quali, secondo Claudio Giunta, è bene aprire l’accesso ai Pas anche ai dottori di ricerca sono, sinteticamente, questi:

  • il dottorato può diventare il viatico il dottorato può diventare il viatico anche alla carriera scolastica e non solo alla carriera universitaria;
  • è un bene che a insegnare a scuola vadano persone che hanno alle spalle percorsi diversi
  • non tutti scoprono la vocazione di insegnante a diciott’anni. se è una vocazione seria è giusto che le sia data l’occasione per perfezionarsi e realizzarsi
  • la scuola è diventata una macchina che incoraggia i burocrati e scoraggia gli intellettuali. Gli insegnanti sono – devono essere – degli intellettuali. Portare nelle scuole insegnanti per lo più giovani avrà anche sugli altri un effetto vivificante.

Claudio Giunta però non risparmia critiche al sistema dei Pas e addita soprattutto il fatto che siano corsi a pagamento al termine dei cui esami viene premiata la frequenza e non la preparazione. E sarebbe proprio questo l’errore peggiore: promuovere candidati anche mediocri. “Bocciare è necessario – scrive esattamente Giunta – se si vuole che a scuola vadano a insegnare persone davvero adeguate: a maggior ragione perché un insegnante, sebbene inadeguato, è inamovibile“.

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