Bye Bye edilizia scolastica, con l’architettura scolastica spazi funzionali e nuovi ambienti di apprendimento

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Addio edilizia scolastica. Vieni avanti architettura scolastica. Sembra essere questo il senso che rimane al termine la Festa dell’Architetto 2020-21, dedicata proprio alla scuola.

Sono stati tre giorni di dibattiti, incontri, approfondimenti e riflessioni con il contributo di amministratori pubblici, esperti, architetti di numerosi Paesi europei, giovani progettisti, economisti, pedagoghi e docenti che hanno mostrato, dai rispettivi punti di vista, il nuovo ruolo che l’architettura scolastica sarà chiamata a svolgere nel futuro.

Gli spunti di riflessione sono stati diversi. Spunti che partono dall’apprendimento e dalle modalità di lezione e che arrivano a nuovi spazi, concepiti in funzione proprio della scuola del futuro.

Mi piace sottolineare– ha detto il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Giuseppe Cappochin– come la stessa Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, abbia voluto porre l’accento sull’importanza del contributo degli architetti nel New European Bauhaus e come l’architettura possa contribuire a un futuro più sostenibile, accessibile e centrato sulle persone perché non c’è futuro senza architettura. Non basta, infatti, tornare alla normalità- ha proseguito- perché questa normalità è caratterizzata da un tasso di dispersione scolastica altissimo, da un livello di istruzione molto al di sotto della media europea e da livelli organizzativi molto differenziati tra nord e sud”.

Dobbiamo cogliere l’occasione del Covid per riformare la scuola attraverso un grande piano nazionale che affronti, innanzitutto, la piaga della dispersione scolastica– ha detto ancora il presidente del Consiglio nazionale- una scuola che non sia più legata solo alla vita dei bambini e dei ragazzi ma di tutti, che attivi il concetto di autonomia in modo che le problematiche relative alla presenza in un determinato territorio possano essere affrontate con strumenti ad hoc. A corollario di tutto ciò la necessità di trasformare l’insegnamento da passivo in attivo, in ambienti funzionali a tali obiettivi, accoglienti, flessibili e permeabili, progettati per l’apprendimento e la centralità dello studente con il conseguente passaggio da una edilizia scolastica ad una architettura scolastica”.

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