Bussetti: Sul bullismo anche i docenti facciano autocritica

di redazione
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Anche i docenti dovrebbero domandarsi che cosa non funziona nel percorso educativo se il fenomeno del bullismo è così pervasivo.

E’ quanto affermato, nella sostanza, dal ministro Bussetti in un’intervista al quotidiano Il Tirreno, riportata nel sito del Miur, dove conferma la linea dura contro la violenza in tutte le sue forme.

Il titolare del Dicastero di viale Trastevere invita anche a non confondere gli atti di vandalismo con quelli di protesta. A riaprire la questione è stato un episodio di cronaca che si è verificato a Pisa in un istituto alberghiero.

Quello che è avvenuto – ha detto il Ministro al quotidiano – è gravissimo. Parliamo di veri e propri reati che come tali devono essere giudicati e respinti da tutta la comunità scolastica e dalla società civile“.

Le affermazioni sono in relazione a una considerazione fatta da Bussetti che estende alla classe politica e a quella scolastica. “Che cosa – ha riflettuto Bussetti – non ha funzionato nel percorso educativo?”

Poi si è detto certo che il dirigente scolastico saprà agire “nel modo migliore nell’interesse della sua comunità scolastica. Il Ministero – ha spiegato ancora Bussetti – si è attivato immediatamente attraverso l’Ufficio scolastico regionale per supportare l’azione del dirigente scolastico“.

Il percorso educativo nella scuola pensata da Bussetti deve essere costruito assieme. “L’intera comunitàscuola, famiglia, agenzie formative – deve interrogarsi – è il virgolettato riportato dal quotidiano – sul perché un gruppo di violenti abbia scelto di danneggiare una scuola per avere visibilità“.

Per il Ministro è positivo che alcuni studenti abbiano preso le distanze nette dagli altri studenti. Una parte di colpa, ad avviso di Bussetti, è anche dei social media che consentono a questi vandali di amplificare i loro atti. Non a caso ha ricordato la proposta di legge lanciata a dicembre e che sarà depositata a breve in Parlamento per rendere obbligatorio l’insegnamento dell’educazione civica dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori di secondo grado.

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