Bussetti: stop abilitazioni a pagamento, concorso più breve e abilitante. Abolito FIT

di redazione
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“Per il reclutamento ordinario dei docenti abbiamo previsto un sistema molto più veloce rispetto a quello previsto dalla cosiddetta Buona Scuola.

“Ci vogliono procedure certe e ordinate. Sono troppi tre anni di attesa per diventare insegnanti”. Queste le parole del Ministro durante il convegno Snals.

“Aboliamo i percorsi post-universitari di specializzazione e abilitazione a pagamento. Sarà un concorso secco – ha spiegato il ministro -, cui anche i ragazzi neolaureati potranno partecipare. Abbiamo bisogno di giovani insegnanti, con nuova energia da immettere nel sistema scolastico e capaci di parlare alle nuove generazioni. Chi vince entra immediatamente in ruolo, chi non passa rimane abilitato e potrà riaccedere ai concorsi successivi. Sarà cancellato il FIT (formazione iniziale e tirocinio) previsto dalla Legge 107 del 2015. Dopo aver vinto il concorso ci sarà un anno di prova e formazione: snelliamo l’iter e lo velocizziamo”.

“Si potrà accedere al concorso – ha proseguito il ministro Bussetti – se nel portfolio universitario sono presenti 24 crediti formativi per esami di Didattica e Pedagogia. La formazione si farà durante gli anni di studio, non dopo: dobbiamo abbattere il muro che separa la fine dell’iter universitario e l’entrata nel mondo dell’insegnamento. Il nuovo concorso sarà quindi automaticamente abilitante per la professione. Dovrà essere bandito in base ai posti vacanti e disponibili”.

“I concorsi restano nazionali, ma si potrà scegliere la regione in cui concorrere: chi vince avrà la garanzia del posto nella regione scelta. Si prevede un vincolo di permanenza di cinque anni sul posto per la continuità didattica a tutela dell’interesse dell’alunno. Solo così si potrà ridare dignità al ruolo del docente”, ha chiarito il titolare del Miur che ha poi ricordato le novità che verranno introdotte sull’alternanza scuola-lavoro. “Auspico che tra tutti gli attori istituzionali e non vi sia un proficuo dialogo e una stretta collaborazione per agire nel bene della scuola, ovvero del futuro dell’Italia”, ha concluso Bussetti.

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