Bussetti, sì a cellulari in classe per uso didattico

di redazione
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Cellulari in classe, sì o no? Certificati depositati all’ingresso a scuola e rilasciati al termine delle lezioni come vorrebbero alcune proposte di Legge sull’ed.civica o senso di responsabilità di alunni e docenti? E’ l’argomento del giorno. 

Sono in questi giorni in discussione presso la VII Commissione Cultura della Camera le proposte di legge sull’introduzione dell’ed.civica nelle scuole.

Alcune delle proposte, quelle presentate da Forza Italia e della Lega, come riferisce il “Messaggero“, prevedono anche il divieto dell’utilizzo del cellulare:

“Si dispone il divieto «salvo casi particolari specifici, di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica.”

Il divieto non farebbe distinzione tra docenti e allievi, per cui l’inibizione nelle classi sarebbe per tutti.

Sull’argomento è intervenuto il Ministro Bussetti, riportando la discussione sul tema della didattica

L’utilizzo dei device per quanto riguarda la didattica è uno strumento fondamentale e quindi sono a favore del loro uso ma soprattutto ho fiducia nei nostri studenti. Credo molto nel loro senso di responsabilità sull’uso consapevole di questi strumenti ai fini di un migliore apprendimento. Condanno invece in maniera decisa l’uso per altri fini“.

Questo il pensiero del Ministro, sicuramente condivisibile anche se le esperienze di cui raccontano giornalmente gli insegnanti fanno emergere u senso di responsabilità ancora non così marcato tra gli studenti.

Sull’argomento è intervenuto anche il sindacato Anief ” noi, come sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir  – siamo favorevoli al suo utilizzo, ovviamente solo per motivi didattici, come la ricerca di dati, il supporto ad esperimenti, l’uso empirico e altro ancora”.

E lo stesso vale per gli insegnanti. Ai quali – continua Pacifico – verrebbe sottratto uno strumento ormai utilissimo per preparare e tenere lezioni. Inoltre, temiamo che chi ha presentato questa proposta non conosca la scuola e chi vi opera quotidianamente, visto che le linee telefoniche dei telefoni cellulari vengono spessissimo utilizzate dai docenti come collegamento al registro elettronico, in mancanza purtroppo di collegamenti attivi, continui e regolari all’interno degli istituti scolastici”.

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