Bussetti, la vita della scuola è stata per me difficile

di redazione
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Il ministro Bussetti incoraggia gli studenti a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà della scuola. Lo ha fatto dai microfoni di Miur Radio Network la notte prima degli esami.

Ripercorrendo i suoi trascorsi di alunno, dichiara di non essere stato uno studente brillantissimo. “Lavoravo e studiavo – ha ammesso Bussetti – mi applicavo anche nelle discipline sportive ai tempi in cui ero giovane e prima di subire un incidente grave. Quindi per me la vita della scuola è stata, specialmente nel periodo adolescenziale, non dico pesante, ma difficile sotto tanti aspetti. Personali soprattutto“.

La tendenza poco brillante negli studi può essere ribaltata andando avanti nel percorso scolastico. L’Università, per il Ministro che ha studiato Isef, è stata più divertente e di maggiore soddisfazione. “L’ho trovata molto più stimolante e piacevole. E sono andato molto, molto meglio” poi “ho fatto l’insegnante di educazione fisica per due anni, negli anni ’80. E poi ho fatto l’insegnante di sostegno“.

Dopo la docenza, il Ministro è rimasto nell’ambito scolastico, arrivando a ricoprire il ruolo di Provveditore agli Studi della provincia di Milano e ricorda: “Sono ricordi ormai quasi trentennali, se vogliamo essere proprio precisi“.

La strada del provveditorato lo ha portato poi al Ministero di viale Trastevere. “Oltre all’emozione – conclude Bussetti – provo una grande responsabilità. E questa responsabilità la sento perché il venire dal mondo della scuola, e conoscere i tanti problemi che affrontano quotidianamente gli istituti e tutti quelli che sono gli stakeholder interessati al mondo dell’istruzione e della formazione – oltre che dell’università e della ricerca – mi ha caricato. Sento di avere non un peso, ma oltre che una responsabilità, penso di avere una missione importante da svolgere“.

Il Ministro ha anche dichiarato al Corriere Adriatico di voler rivedere gli esami di Stato. Questa estate si farà una verifica sul sistema per capire quali sono i margini di miglioramento.

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