Bussetti, dal ministero al provveditorato: rimpiango il salva-precari

di redazione
ipsef

item-thumbnail

L’ex ministro dell’Istruzione Marco Bussetti torna al provveditorato di Milano, dopo 15 mesi trascorsi a capo del ministero di viale Trastevere. A Il giorno parla della sua esperienza appena conclusa da ministro, facendo un bilancio del lavoro svolto con il governo Lega-M5S.

Da pochi giorni Bussetti è tornato alla direzione dell’ufficio scolastico milanese di via Soderini, e ci rimarrà fino al 2021, sostituendo Yuri Coppi, che in sua assenza era stato nominato reggente.

Il rimpianto più grande è la non approvazione del decreto salva-precari” afferma Bussetti.

Tra i provvedimenti di cui invece va più fiero ci sono: il rilancio dell’edilizia scolastica, il via libera all’assunzione di 40mila docenti di sostegno nei prossimi tre anni, il nuovo esame di maturità, le ottime relazioni create con i sindacati.

Facendo poi un bilancio sull’esperienza dei 15 mesi da ministro, afferma: “Sono arrivato trovando una situazione complessa sotto diversi punti di vista. Con tanti problemi da affrontare a cui era necessario dare risposta, vedi i diplomati magistrali. Credo che oggi il mio successore ritroverà davanti a sé un percorso più agevole” e spera che il nuovo ministro dell’Istruzione erediti la conclusione dell’iter che prevede l’inserimento degli insegnanti di scienze motorie sin dalle primarie.

Sulla possibile introduzione della tassa sulle merendine annunciata dal successore Fioramonti, Bussetti non concorda: “Una contraddizione: un conto è volere che i nostri studenti si nutrano in maniera sana, un altro decidere di tassare le cosiddette merendine per aumentare gli stipendi ai docenti. Gli insegnanti meritano rispetto“.

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione