Bussetti dalla parte dei docenti: contro aggressioni Miur parte civile

di redazione
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Fuori le ideologie dalle scuole. I ragazzi non devono essere indottrinati e strumentalizzati; devono allenare la mente. La scuola è inclusiva, plurale e in quanto tale aperta a tutti. Sulle aggressioni dei docenti, il Ministero si costituirà sempre parte civile

Sono alcune dei passaggi di quanto affermato dal ministro Bussetti presente a Verona, al congresso mondiale della famiglia. La presenza del titolare del Miur era annunciata e attesa.

Il Secolo Trentino ha ripreso e riproposto il discorso di Bussetti. “Lo scorso novembre con una Circolare Ministeriale è stato imposto il Consenso informato per le attività extracurricolari – ha rimarcato il Ministro – con una spiegazione esaustiva e tempestiva di quanto si terrà in classe. Inoltre la partecipazione a tali attività è facoltativa“.

Dato il contesto e il suo ruolo, Bussetti ha declinato il tema della famiglia in versione scolastica, ricordando il “ruolo principale della famiglia e della scuola per far crescere e formare le persone“. Poi ha speso alcune parole sulla crisi che l’istituzione famiglia sta vivendo in questo contesto storico sociale, stando attento a non rinnegare il progresso sociale degli ultimi 70 anni.

E in tema di famiglia non poteva sorvolare sul calo demografico che si tradurrà entro il 2050 in una diminuzione di iscrizioni a scuola pari al 17%. Poi ha dato la colpa alla società “La società ha abbandonato i giovani, nella cultura dello scarto, come ha detto Papa Francesco – ha ricordato Marco Bussetti – scuola e famiglia insieme possono riportare alla vita l’italia e il suo popolo!“.

Ha preso le difese dei docenti spesso vittime di atti violenti compiuti dagli studenti e dai genitori: una situazione da cui si può uscire solo ricostruendo un sodalizio fra scuola e famiglia. E se spesso le aggressioni sono legate alle valutazioni sullo studio degli studenti, Bussetti ha ricordato che “il brutto voto  è del compito o della interrogazione, non giudica la persona,i nostri ragazzi sono da 10 e lode, dobbiamo ricordarlo come docenti e come genitori, quello che conta è diventare liberi e responsabili, in questa direzione va la reintroduzione dell’educazione civica come veicolo normativo su cui si basa la cittadinanza. A scuola si impara ad aver riguardo verso l’altro, come persona portatrice di diritti e doveri e come persona che ama“.

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