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Buone pratiche, lezione su un caso di femminicidio nel 500

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Nel nostro viaggio alla ricerca delle buone pratiche della scuola, ci fermiamo all’IISS “Majorana” di Brindisi, ma questa volta non parliamo di realtà aumentata o di classi capovolte, bensì di un progetto che valorizza la prospettiva storica e poetica in chiave femminile, a cura della professoressa Giusy Gatti.

Il 7 marzo scorso lei ha tenuto una lezione ‘a classi aperte’ su un caso di femminicidio nella Lucania del ’500, l’uccisione di Isabella Morra, poetessa studiata anche da Benedetto Croce e barbaramente trucidata dai suoi fratelli per un amore ‘illecito’. La conferenza è stata il frutto di un suo lavoro personale o vi hanno partecipato anche i ragazzi?

Nella lezione a classi aperte ho coinvolto la mia classe, una seconda di Liceo Internazionale Quadriennale. Nell’ambito dello studio del testo poetico abbiamo trattato la vita e la poetica di Isabella Morra (che è presente nel mio programma dal 2007, quando ne appresi la vicenda) partendo proprio da un mio saggio. Una collega mi ha chiesto di fare una lezione su di lei nella sua seconda. A quel punto, abbiamo pensato di aprire le aule, coinvolgere un’altra seconda ancora (anch’essa interessata) e trattare l’argomento in modo un po’ inconsueto. I miei ragazzi si sono attivati immediatamente dando un contributo essenziale all’organizzazione della conferenza”.

Come si è articolato il progetto? Come hanno lavorato per sviluppare la ricerca?

Nei giorni precedenti gli studenti della mia classe si sono divisi in gruppi per sviluppare le tematiche della giornata. Hanno fatto ricerche approfondite e le hanno fatte confluire in due lavori multimediali.

Il primo è stato un Power Point a scopo squisitamente didattico, affinchè i loro compagni e quelli delle altre due classi, potessero seguire punto per punto la mia “lezione” (la storia di Isabella nel contesto dell’epoca, l’isolamento nel castello di Favale, l’approccio alla poesia, il carteggio con Diego Sandovàl De Castro, il sospetto dei fratelli, gli omicidi, il ritrovamento del Canzoniere da parte di Benedetto Croce, il confronto con Tasso e con Leopardi, il Parco Letterario di Valsinni);

il secondo lavoro è stato un video che, partendo dalla tragica storia di Isabella, ha messo in evidenza il dramma del femminicidio, dando a tutti un’occasione per riflettere su un fenomeno così antico e, purtroppo così tragicamente attuale.

Durante la “lezione” le ragazze hanno letto alcune poesie di Isabella mostrando una sensibilità che di questi tempi è raro trovare. Hanno scritto alcuni suoi versi su dei cartoncini che, al termine della “lezione”, hanno distribuito ai loro compagni. C’è un bisogno profondo di valori e di una vera e propria “educazione sentimentale” soprattutto nei confronti dei ragazzi”.

Avete contattato anche degli studiosi?

Non in questa prima fase, ma alla fine di marzo, porteremo le classi a visitare il castello Morra a Valsinni. Lì tutto ruota attorno alla figura di Isabella: verranno accolti da esperti che li guideranno attraverso il Parco Letterario. Una damigella e un menestrello li accompagneranno, attraverso le viuzze del paese, nella salita al Castello: sono previste numerose soste, per ascoltare e leggere i versi di Isabella e i dettagli della sua vicenda. Poi la visita al maniero.

Abbiamo già fatto questa esperienza con altre classi in passato: è davvero suggestiva. Isabella ti rimane nel cuore e, visitando i luoghi dove ha vissuto, il paesaggio che ha guardato, le mura entro le quali ha tentato di difendersi dai “fieri assalti di crudel fortuna”, piangendo e sospirando per la sua triste sorte, c’è una comprensione più profonda del personaggio e della sua poetica”.

Com’è nato il suo interesse per Isabella Morra?

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno lessi la recensione del saggio a cura di Tobia R.Toscano, Diego Sandoval di Castro e Isabella Morra, Rime. Mi sono appassionata: ho cercato questo ed altri libri che parlavano della vicenda. Ho scritto il mio piccolo saggio e da allora (correva l’anno 2007), Isabella ha occupato un posto d’onore del mio programma di letteratura”.

I ragazzi cos’hanno trovato dentro i suoi versi?

Nel Liceo Quadriennale lo studio della Storia della Letteratura Italiana inizia subito: avevamo appena approfondito la poesia di Petrarca, perciò gli studenti hanno trovato che i versi di isabella s’inserissero pienamente nel filone petrarchesco. Hanno rilevato le stesse cadenze musicali, la “querela” che ella rivolge contro l’”adversa e dispietata stella”, lo stile “ruvido e frale”. Cosa li ha colpiti al punto di approfondirne la vicenda e i versi? Li ha colpiti la sensibilità di Isabella, una ragazza che, come loro, coltivava sogni, speranze e progetti. Una giovane che aspettava che il padre tornasse a strapparla dal “denigrato sito” per portarla verso la vita: un’anima sensibile che non conosceva l’amore, ma sapeva di avere un cuore capace di provare il sentimento che “move il Sole e l’altre stelle”. I ragazzi di oggi solo apparentemente appaiono meno sensibili: al contrario, in loro c’è una profondità interiore tutta da scoprire, che viene fuori alla prima sollecitazione. Nei versi di Isabella hanno trovato un po’ di loro stessi. La poesia serve proprio a questo: a sentirsi tutt’uno con i grandi poeti della storia che hanno palpitato proprio come loro”.

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