Buone nuove per precari: 4mila posti in più da Quota96 e stop a trattenimento in servizio

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red – Nel Decreto di riforma della Pubblica Amministrazione c’è anche emendamento che cancella il CNPI. Ieri, la Commissione affari costituzionali ha detto sì ad alcuni emendamenti che consentono di liberare posti per i precari della scuola.

red – Nel Decreto di riforma della Pubblica Amministrazione c’è anche emendamento che cancella il CNPI. Ieri, la Commissione affari costituzionali ha detto sì ad alcuni emendamenti che consentono di liberare posti per i precari della scuola.

Quota 96

Partiamo dai 4mila posti legati alla faccenda dei Quota96. Lavoratori rimasti in servizio pur avendo raggiunto i requisiti nel 2012. Una faccenda lunga che potrebbe trovare soluzione a brevissimo grazie all’approvazione di un emendamento che li pensiona a partire dal 1 settembre 2014, liberando posti per giovani lavoratori.

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Posti che, di certo, andranno a supplenza già dal prossimo anno scolastico, ma che potrebbero (il condizionale è d’obbligo) anche andare ad immissione in ruolo quest’anno. Vedremo quale sarà la decisione dell’amministrazione.

L’emendamento ha, inoltre, avuto una riformulazione, rispetto al testo iniziale, permettendo un ricalcolo della pensione secondo il sistema contributivo per le lavoratrici.

Unico inghippo, i 4mila dovranno rinunciare ad una liquidazione immediata del TFS, che percepiranno a requsiti raggiunti secondo la legge Fornero. Vedi:
Approvato emendamento Quota96. Forse è la volta buona. Aggiunto ricalcolo a pensione secondo sistema contributivo per lavoratrici

Trattenimento in servizio

Tra le misure comprese nel Decreto anche l’abolizione del trattenimento in servizio oltre l’età pensionabile. Non parliamo di numeri importanti, ma è certo un provvedimento che aiuta le nuove generazioni.

Infatti, il Decreto ha abrogato tutte le norme che permettono ad un lavoratore di prolugare il lavoro oltre l’età pensionabile.

Provvedimento già presente nel testo originale del Decreto, come già anticipatovi dalla nostra redazione, ma che è stato modificato ieri attraverso un emendamento del relatore. Infatti, l’amministrazione può
procedere a pensionare d’ufficio il personale, inclusi i dirigenti e ieri ne è stata fornita la modalità prevedendo che la scelta sia motivata da esigenze organizzative e senza recare pregiudizio ai servizi offerti.

“Soprattutto – leggiamo in un lancio di agenzia Ansa – vengono fissati dei limiti d’età, per cui non si può scendere sotto: 62 anni per il complesso dei lavoratori pubblici e 65 per medici e professori. La misura invece non si applica ai magistrati, per loro la soglia restano i 70 anni. Sono stati posti paletti precisi per evitare penalizzazioni e un’uscita troppo anticipata, soprattutto per coloro che possono riscattare tanti anni di studio. E’ questa una delle principali novità al decreto legge di riforma della Pa, ma non l’unica”.

Eliminazione CNPI

Per quanto riguarda il Consiglio Nazionale della Pubblica Amministrazione, l’altro ieri è stato approvato un emendamento che di fatto ne elimina la necessità di rinnovo. Ciò ne comporta l’effettiva eliminazione.

Il CNPI, infatti, non è stato rinnovato in vista di una rivisitazione degli organi collegiali che lo vede sostituito con il CSPI (consiglio superiore della pubblica istruzione). Riforma del 99, mai avviata.

Ieri, il Governo ha visto approvarsi, nel Decreto PA-EXPO, un emendamento che fa salvi quei provvedimenti varati e che saranno varati ed in cui è necessario il parere del CNPI.

Di fatto abolisce la necessità di un rinnovo e di conseguenza ne sancisce la definitiva abrogazione, senza, però, aver attivato la riforma degli organi collegiali e la sostituzione del CNPI con il CSPI. Nel Decreto PA-EXPO un emendamento che abolisce il CNPI

 

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