Buondonno (SI): “Condotta del governo Draghi scorretta. Evidenti contraddizioni tra patto per la Scuola e decreto Sostegni bis

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“La condotta del Governo Draghi è davvero scorretta: firma con le organizzazioni sindacali il “Patto per la scuola”, un testo utile, pur con alcuni limiti, che va nella giusta direzione (sul superamento del precariato, sulle classi più piccole, sull’organico pluriennale). Poi, dopo neanche 48 ore, vota il Decreto Sostegni bis, in cui contraddice – su queste materie – la sostanza del Patto”.

Inizia così la nota di Giuseppe Buondonno, responsabile Scuola e Università di Sinistra Italiana

Poi aggiunge: “Solo a titolo d’esempio: restringe le assunzioni solo ai docenti della prima fascia e, per quest’ultima, conferma il requisito dei tre anni di servizio; impedisce – con un provvedimento di dubbia costituzionalità – a chi non avesse superato il concorso ordinario, di riprovare nell’anno successivo). Non risolve, dunque, il problema delle cattedre vacanti – come, invece, il Governo si era impegnato a fare – e crea una inaccettabile discriminazione tra docenti”.

Continua Buondonno: “In sintesi, queste del decreto ristori sono misure che, di fatto, riducono le assunzioni, comprese quelle per i docenti di sostegno; quando, invece, l’esigenza (tra l’altro, per sommo paradosso, sbandierata dallo stesso Ministro Bianchi) è esattamente quella opposta: più assunzioni, superamento del precariato, classi più piccole. Ma questa sospetta schizofrenia non si ferma qui: il Ministro parla del superamento delle “classi pollaio”, mentre i suoi uffici periferici, in diverse regioni, continuano a ridurre il numero delle classi e, dunque, ad aumentare quello degli alunni in molte classi. Viene da chiedersi chi, dentro questo Governo, decida sulla scuola. Mi sembra assolutamente legittima e condivisibile la reazione immediata delle organizzazioni sindacali che (ad esempio col comunicato della FLC-CGIL) stigmatizzano l’evidente contraddizione tra i due atti e, giustamente, annunciano una mobilitazione; che, naturalmente, ci vedrà partecipi e solidali. Noi, dall’opposizione, lavoreremo per emendare questo decreto in Parlamento, dove, ci auguriamo, tante forze di maggioranza – che parlano di priorità della scuola, di riapertura in presenza e in sicurezza a settembre – sapranno essere coerenti”. 

Conclude: “La scuola italiana non potrebbe certo tollerare, per il terzo anno scolastico consecutivo, il ricorso alla didattica a distanza. Lo voglio ripetere: sia assumano gli insegnanti, si riduca il numero di alunni nelle classi, si recuperino gli spazi necessari e si potenzi il trasporto pubblico”.

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