Buona Scuola: via chiamata diretta, ora tocca alle modifiche dell’Alternanza Scuola Lavoro. Le proposte per retribuire insegnanti e fare meno ore

di redazione
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Il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio, su iniziativa del coord. naz. Giovanni Panunzio, ha inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e ai sottosegretari Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano, oltre che alla Presidenza del Consiglio,

una proposta di modifica dell’Alternanza Scuola Lavoro articolata in quattro punti. Segue il testo integrale del documento.

Proposta di modifiche all’alternanza scuola/lavoro

  • L’alternanza scuola/lavoro (asl) non dovrebbe essere imposta, né proposta, durante le vacanze natalizie, pasquali, ecc. D’estate può essere facoltativa, lasciando agli studenti e alle famiglie la libertà di decidere. Le ore o i giorni di asl, proprio perché obbligatori, non devono precludere a nessuno il diritto alla vacanza, a meno che qualcuno non lo chieda espressamente; ma solo d’estate, visto che è il periodo di stop più lungo.
  • Le famiglie non dovrebbero più spendere. Tutto ciò che è obbligatorio, è giusto che sia anche a costo zero per gli studenti. Attualmente gli alunni partecipano quasi sempre all’asl con un contributo economico, tra l’altro discriminante, che in caso di spostamento prolungato arriva fino a centinaia di euro.
  • La perdita delle ore di asl, se l’alunno non viene ammesso alla classe successiva, non dovrebbe essere contemplata: è una totale mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie e dei figli che all’asl hanno comunque partecipato. Se hanno pure contribuito finanziariamente, la mancanza di rispetto è indiscutibile. Quando uno studente deve ripetere l’anno, è meglio (oltre che giusto) validargli le presenze di asl svolte l’anno precedente, e nell’anno nuovo permettergli di utilizzare quel numero di ore in corsi di recupero nelle discipline dove ha avuto insufficienze gravi (per es. al di sotto del 5), per le quali è stato respinto.
  • Gli alunni impegnati nell’asl, in particolare se minori, dovrebbero essere sempre accompagnati dagli insegnanti, nella misura minima di un docente per ogni “gruppo” da 2 a 10/15 componenti. Uno studente, da solo, non dovrebbe svolgere ore di asl. Delegare la sorveglianza a un estraneo, o a un esterno, non offre alcuna garanzia: né alla scuola, né alle famiglie.

La vigilanza dei professori potrebbe avvenire:

a) su base volontaria, con il rimborso delle spese;

b) per contratto temporaneo tra le parti (scuola-insegnante-genitore), con remunerazione aggiuntiva per il docente.

È opportuno sottolineare la responsabilità e l’impegno di un insegnante che, a volte, accompagna per alcuni giorni (24 ore su 24), un certo numero di studenti nei luoghi più disparati. Attualmente l’asl non prevede l’accompagnamento costante retribuito, neanche quando riguarda i minorenni. Da genitore mi rifiuterei di concedere l’autorizzazione per l’asl a un figlio minore non accompagnato; vorrei vedere poi come farebbe la scuola a non ammetterlo all’anno successivo per non aver raggiunto le ore di asl obbligatorie. Penso che in questo caso qualsiasi tribunale sconfesserebbe il consiglio di classe. A tutto ciò è doveroso aggiungere lo sfruttamento degli alunni oltre l’orario di “lavoro” prefissato e/o in mansioni che non competono loro, come segnalato da più parti: sfruttamento che, grazie alla vigilanza degli insegnanti, non sarebbe più praticabile.

La criticità più seria dell’asl in vigore è, dunque, la non-vigilanza sugli alunni minori. In pratica, per mancanza di fondi, i minorenni impegnati nell’asl non sono soggetti a sorveglianza costante da parte della scuola. L’asl, quindi, non è considerata continuativa e complementare all’attività didattica: è come se le famiglie affidassero i propri figli (minori, ma anche maggiorenni) all’istituzione scolastica solo quando si trovano all’interno delle quattro mura di un’aula; ma sappiamo che non è così, perché l’asl è attività scolastica a tutti gli effetti. La motivazione di tale limite è sempre la stessa: non si possono retribuire tutti i docenti accompagnatori necessari. In questo caso, quindi, l’asl si potrebbe svolgere diminuendo drasticamente le ore, se non abolendola.

Credo che apportare alla asl le modifiche summenzionate, ma eventualmente anche altre, sia il modo più appropriato per tutelare gli studenti e le loro famiglie. L’alternanza scuola/lavoro è una buona idea, ma come tutte le buone idee ha bisogno di buon senso e buoni finanziamenti.

Ringrazio per l’attenzione.

Giovanni Panunzio

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