Buona scuola, supplenze nel caos: abilitati con contratti sino ad avente titolo, neo laureati con incarichi. Lettera

di redazione
ipsef

Non è da me scrivere articoli  di questo genere; ho sempre amato il mio lavoro, ne riconosco gli innumerevoli vantaggi e il valore unico, non sempre riconosciuto dall’opinione pubblica. Tuttavia, oggi sento la necessità di scrivere, a fronte delle innumerevoli domande che amici e conoscenti mi pongono a proposito della cosiddetta buona scuola.

Sono in molti i genitori che stanno lamentando l’assenza di docenti nelle classi dei loro figli. Ecco, sappiate che non è una scelta deliberata di noi docenti, purtroppo ad oggi siamo tutti assunti,almeno nella provincia di Bergamo,fino ad avente diritto, il che significa che una volta accettata una cattedra non è possibile lasciarla, nemmeno per un contratto di più ore.

Molte segreterie,chissà perché,hanno iniziato a nominare pochi giorni fa; questo meccanismo perverso ha fatto si che i docenti abilitati come me abbiano dovuto accettare cattedre svantaggiose nel timore di non  lavorare, mentre ragazzini freschi di università,in terza fascia o addirittura fuori graduatoria, si siano trovati tra le mani cattedre di 18 ore nei licei e negli istituti migliori della città e provincia. Questa è la buona scuola..

Non solo, in alcuni istituti, molti in realtà, non faccio i nomi per evitare una querela, hanno spezzato cattedre di 18 ore perché non trovavano docenti ( essendosi ridotti a fine ottobre a nominare) e hanno assegnato in questi giorni 3/6 ore a docenti di ruolo interni,che si trovano così a lavorare su 21 ore, togliendole a chi prenderà il posto con la nomina al 30. Chi tutto,chi niente.

Che fare? Non ci resta che attendere il giorno in cui finalmente verremo riconvocati al 30 giugno, ma anche qui si prevedono scenari inquietanti:le segreterie tenderanno a temporeggiare,a non chiamare,così che possano mantenere nei propri istituti gli insegnanti assunti nella prima tranche di nomine all’avente diritto. Questo accade non solo perché sono gli uffici del personale a poter gestire questo meccanismo, spesso senza il controllo del dirigente, ma anche perché la nostra provincia,a differenza di molte altre,non fissa una data comune per tutte le scuole in cui nominare contemporaneamente tutti i docenti.

Nel nostro paese succede anche questo. Basti pensare che, nonostante un avviso pubblicato dall’At di Bergamo( ex Provveditorato) in cui si chiedeva esplicitamente di non nominare al 30 giugno fino a comunicazione contraria dell’ ufficio scolastico,molto istituti bergamaschi hanno offerto cattedre con contratto annuale,quanto meno sul sostegno. Tutti lo sanno,i sindacati sono informati,l’At di Bergamo anche,ma nessuno fa nulla. Tutto viene lasciato passare,tutto corre, e nel frattempo si costruisce un sistema scolastico sempre più minato nel suo interno.

A questo proposito,vorrei riflettere anche su una delle nuove figure introdotte dalla buona scuola,l’nsegnante cosiddetto potenziatore,ruolo che,mio malgrado,mi trovo a rivestire per la maggior parte delle mie ore. A discapito delle belle parole di cui si sono riempiti dirigenti e non solo,ad oggi, non ho fatto altro che supplenze in classi non mie. Mi sento mortificata e umiliata; lavoro in questo istituto da ormai più di un mese e non ho fatto altro che supplire docenti assenti in classi demotivate,senza materiale,in cui a fatica ho imposto la mia presenza. Non durerà a lungo,continuano a ripetermi,ma ad oggi,la priorità è solo quella di supplire tutti gli insegnanti mancanti.

Nessun progetto,nessun potenziamento. Per il futuro,se resterò in questa scuola, si prevedono qualche compresenza e riallineamento,sempre che non serva supplire qualcuno,perché quello è il mio ruolo, fare il jolly,tappare i buchi di chi conta.

In conclusione, credo che questo sistema così degenerato non faccia altro che produrre una categoria insegnanti sempre più stanca,demotivata,indignata. Tutto questo non può che riflettersi sui nostri ragazzi ai quali dovremmo infondere le nostre conoscenze,ma soprattutto fiducia nel futuro e nel sistema. Oggi è più che mai necessario che qualcuno intervenga perché questa vergogna abbia fine e si possa ripristinare un sistema educativo dignitoso per tutti.

Silvia Piantoni

Versione stampabile
anief anief
soloformazione