Buona Scuola significa sopprimere le classi per far quadrare i conti ? Il caso del liceo Bachelet di Abbiategrasso. Lettera

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Una scelta assurda dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, una scelta contro la scuola, sopprimere una classe nel passaggio dalla terza alla quarta, una scelta senza ragioni!  Ci avete preso in giro! questa e’ la realta’, e’ l’amarezza che ci portiamo in vacanza dopo l’ennesima dimostrazione della insensibilita’ dell’istituzione verso la scuola vera, quella che facciamo giorno dopo giorno, con impegno e sofferenza, quella che speriamo di vedere valorizzata dal potere delle istituzioni, invece ogni volta una nuova delusione, incontrare una insensibilita’ che si nasconde dietro i meccanismi impietosi dell’istituzione. e l’amarezza oggi e’ ancora piu’ forte perche’ ho avuto la malaugurata idea di andare a leggere il testo della buona scuola!    

Una scelta assurda dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, una scelta contro la scuola, sopprimere una classe nel passaggio dalla terza alla quarta, una scelta senza ragioni!  Ci avete preso in giro! questa e’ la realta’, e’ l’amarezza che ci portiamo in vacanza dopo l’ennesima dimostrazione della insensibilita’ dell’istituzione verso la scuola vera, quella che facciamo giorno dopo giorno, con impegno e sofferenza, quella che speriamo di vedere valorizzata dal potere delle istituzioni, invece ogni volta una nuova delusione, incontrare una insensibilita’ che si nasconde dietro i meccanismi impietosi dell’istituzione. e l’amarezza oggi e’ ancora piu’ forte perche’ ho avuto la malaugurata idea di andare a leggere il testo della buona scuola!    

art. 1

1. per affermare il ruolo  centrale  della  scuola  nella  societa' della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le  competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l'abbandono e la dispersione scolastica,  in  coerenza  con  il  profilo  educativo,  culturale  e professionale dei diversi gradi di  istruzione,  per  realizzare  una scuola   aperta,   quale   laboratorio   permanente    di    ricerca, sperimentazione e  innovazione  didattica,  di  partecipazione  e  di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire  il  diritto  allo studio, le pari opportunita' di successo formativo  e  di  istruzione permanente dei cittadini, la  presente  legge  da'  piena  attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche di  cui  all'articolo  21della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive  modificazioni, anche
in relazione alla dotazione finanziaria.

E si sarebbe dovuto rispettare i tempi e gli stili di apprendimento! belle parole, nella realta’ si devono cambiare forzosamente i tempi e gli stili di apprendimento, perche’ alcuni studenti e studentesse vengono in quarta mescolati con altri e perche’? per far tornare i conti! non per migliorare l’educazione, ma per far tornare i conti!

Una scuola aperta, una cittadinanza attiva, l’autonomia delle istituzioni scolastiche: ma dove? semplicemente abbassare la testa ed eseguire cio’ che si decide dove non si sa che cosa succede dentro la scuola reale.

Qui sta la piu’ grande amarezza, che chi vive in classe ogni giorno non puo’ decidere, ma questo lo si potrebbe anche accettare se chi ha il potere, prima di decidere, si pieghi a guardare la realta’ per fare la scelta migliore, quella che porti a tutti il bene che cercano.

2. per i fini  di  cui  al  comma  1,  le  istituzioni  scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione e'  orientata  alla  massima  flessibilita', diversificazione, efficienza ed efficacia  del  servizio  scolastico, nonche' all'integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e  delle strutture,   all'introduzione   di   tecnologie   innovative   e   al  coordinamento  con  il  contesto  territoriale.   in   tale   ambito, l'istituzione  scolastica  effettua   la   programmazione   triennale dell'offerta formativa  per  il  potenziamento  dei  saperi  e  delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l'apertura  della comunita' scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento  delle istituzioni e delle realta' locali.

Miglior utilizzo delle risorse, potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti: ce lo dovrebbero spiegare i funzionari dei vari uffici scolastici come nelle loro decisioni rientri il miglior utilizzo delle risorse, perche’ sopprimere una classe sia utilizzare meglio le risorse e potenziare competenze e saperi, ce lo dovrebbero proprio spiegare, perche’ di questa triste storia ci rimane un’unica certezza, quella di non essere stati minimamente presi in considerazione, quella di lavorare e di studiare in una scuola che a parole mette al centro la persona, nella realta’ e’ preoccupata del meccanismo.

E chi ha preso questa decisione, di sopprimere una classe nel passaggio dalla terza alla quarta di fatto e’ andato contro la buona scuola, ce ne ha fatto vedere l’inganno: a meno che – ed e’ quello che ci aspettiamo – tra le stanze del potere si trovi ancora qualcuno che prima del funzionamento del meccanismo sappia mettere il bene delle persone reali, quelle che in queste classi hanno vissuto tre anni di storia, di avventura educativa.

Io voglio credere che un uomo cosi’ esista, che dietro le scrivanie del potere vi sia qualcuno che alla buona scuola vi creda e la buona scuola non e’ buona perche’ funziona bene, ma perche’ e’ sensibile alle domande di noi che insegniamo e studiamo. Io voglio credere che vi sia ancora chi ha a cuore non il principio dell’umanita’ ne’ quello dell’educazione, ma le persone, le persone concrete, le loro storie, i loro percorsi, i loro volti.

E’  per loro che da quattro terze non si deve far altro che mantenere quattro quarte! A questi ragazzi, a queste ragazze si deve mantenere la classe in cui hanno per tre anni vissuto insieme l’avventura della conoscenza, lo si deve ad ognuno di loro!

Gianni Mereghetti

insegnante  

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