La Buona Scuola. Presidi: stipendio diminuito a 2.500 euro, ma aumentano lavoro e responsabilità

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I Presidi dell'Anp Veneto scrivono a Renzi, Giannini e al Dirigente dell'USR Daniela Beltrame per mettere in luce la condizione della categoria.

I Presidi dell'Anp Veneto scrivono a Renzi, Giannini e al Dirigente dell'USR Daniela Beltrame per mettere in luce la condizione della categoria.

L'occasione è il rinnovo del contratto regionale, che prevederebbe un netto taglio agli stipendi dei presidi.

In sostanza lo stipendio potrebbe non superare i 2.500 euro, a fronte di un lavoro che i Presidi giudicano "quadruplicato".

Tra l'altro, le proposte di contrattazione regionale vedono una diminuzione di quasi 3mila euro in tre anni rispetto ai contratti passati e si riferiscono a lavoro già svolto, con risultati già conseguiti.

Scrivono i Presidi "Siamo profondamente delusi, amareggiati e indignati soprattutto da chi conosce la realtà veneta e permette questo svilimento continuo. Appare chiaro che i nostri interlocutori non hanno idea dei carichi di lavoro e delle responsabilità connesse continuamente richieste ai dirigenti scolastici".

Preoccupazione comincia a manifestarsi anche per la valutazione "Ne siamo stati i promotori" – si legge nel documento – ma non accettiamo che si avvii una valutazione e contemporaneamente vengano annunciati interventi che non sono attuabili. Come possiamo migliorare l'offerta formativa se dopo aver progettato potenziamenti specifici non solo non arriveranno risorse sufficienti ma quelle a disposizione sono state decurtate?"

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