Buona scuola flop. Assunzioni per svuotare GaE, trasferimenti falliti, scelta docenti inefficace. Ma è tutto nero?

di redazione
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Il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto, ha espresso un giudizio fortemente negativo sulla Buona Scuola, evidenziando i principali aspetti della stessa che non hanno funzionato e il cui fallimento era prevedibile. 

Secondo Gavosto, come abbiamo già riferito, le disposizioni, che non sono riuscite a raggiungere lo scopo prefissato, sono quelle relative a:  precariato; potenziamento; valutazione docenti; mobilità nazionale; chiamata diretta.

Buona Scuola, Gavosto: fallimento previsto. Dalla fine del precariato alla chiamata diretta: ecco cosa non ha funzionato

Alle accuse di Gavosto ha risposto, con un post su FB, Marco Campione della Segreteria Tecnica del Miur.

Secondo Campione, Gavosto ha criticato aspetti marginali della 107, eccetto il “pilastro” della Riforma, ossia il potenziamento, relativamente al quale è giusto aver avanzato delle critiche per l’uso che se ne è fatto.

Quanto alla fine del precariato, Campione afferma che era sicuramente un obiettivo della riforma “la soppressione del precariato patologico”, tuttavia le critiche mosse riguardano aspetti marginali, ossia quelli connessi alla gestione e alla soluzione del problema.

Campione, infine, evidenzia che le critiche di Gavosto non riguardano tanto l’impianto della Riforma, quanto piuttosto la sua applicazione.

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