La Buona Scuola? Ecco cosa riserva il Miur per gli specializzati sostegno

di redazione
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Inviato da Coordinamento Nazionale TFA Sostegno – Oggetto: Spendibilità del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico istituito con D.M. n. 706/2013

Inviato da Coordinamento Nazionale TFA Sostegno – Oggetto: Spendibilità del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico istituito con D.M. n. 706/2013

Con il presente documento, i docenti abilitati con Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e con Scienze della Formazione Primaria (SFP), che hanno conseguito o che sono in procinto di conseguire il titolo di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità ai sensi del DM n. 706 del 9/8/2013, intendono sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla grave disparità di trattamento nella spendibilità del titolo di specializzazione.

I docenti abilitati con TFA/SFP, a differenza dei colleghi di corso abilitati con precedenti tipologie di corso/concorso (SSIS ed altri), a fronte del superamento della medesima procedura selettiva/concorsuale, della frequenza del medesimo corso e del superamento dei medesimi esami finali, saranno in possesso di un titolo che avrà, allo stato attuale della normativa vigente, valore e conseguenze estremamente differenti ed auspicano che possano essere rimossi gli ostacoli di natura legislativa al fine di una piena fruizione del titolo di Specializzazione a fini lavorativi.

Le criticità riguardanti il differente trattamento degli specializzati, abilitati con TFA/SFP rispetto agli abilitati con precedenti tipologie di corso/concorso si enucleano principalmente attorno ai seguenti punti:

1. La spendibilità del titolo di specializzazione limitata a un contingente di venti scuole (Graduatorie di istituto di seconda fascia) all’interno di una sola provincia a fronte di un elevato fabbisogno presente sul territorio nazionale.

2. L’assenza di un canale di reclutamento che contempli la specificità del titolo conseguito nonostante vi sia un elevato fabbisogno di docenti specializzati in tutti gli ordini e gradi d’istruzione.

In merito al primo punto, è facile considerare che la spendibilità del titolo nelle Graduatorie di Istituto, limitato ad un contingente di venti scuole, sarà verosimilmente eterogenea sul territorio nazionale in considerazione del numero di specializzati presenti nelle GAE o graduatorie di merito (GM), diverso da provincia a provincia.

Infatti, nonostante in molte province le GAE e le GM riguardanti il sostegno siano attualmente esaurite, allo stato attuale sembra non essere intenzione del Governo coprire i posti disponibili se non con supplenze temporanee, lasciando il concorso su materia come unico canale di stabilizzazione. Così deciso, mentre i docenti Specializzati presenti in GAE, potranno col medesimo titolo essere stabilizzati, gli specializzati fuori dalle GAE no, generando una grave disparità di trattamento tra specializzati.

Per gli abilitati TFA/SFP tale condizione si profila come doppiamente penalizzante a seguito del DDL La Buona Scuola, sia per il quasi azzeramento degli incarichi di supplenza riguardante la propria classe di abilitazione sia per l’impossibilità di prendere parte al Piano di stabilizzazioni straordinario sul sostegno previsto dal Decreto Carrozza (ultimo anno Piano Carrozza non colmerà il fabbisogno dei docenti specializzati in organico di diritto, pertanto si dovrà ricorrere a personale precario come esplicitato nel documento iniziale de La Buona Scuola).

Alla luce di ciò, nel prossimo anno scolastico potrebbero profilarsi le seguenti drammatiche condizioni:

1. In alcune province dove le GAE e le Graduatorie di Merito del Sostegno sono esaurite e dove il numero degli specializzati presenti in seconda fascia delle GI è insufficiente, potrebbero essere conferiti incarichi/supplenze a non specializzati;

2. In altre province, dove tutti i posti in organico saranno occupati dalle immissioni in ruolo, gli specializzati sulle attività didattiche di sostegno non potranno lavorare.

Ciò, oltre a costituire un vero e proprio paradosso, è gravemente lesivo dei diritti degli alunni con disabilità nel vedersi riconosciuto un insegnante specializzato nelle attività didattiche di sostegno prima di un docente non specializzato come la normativa prescrive ed a seguito delle numerose pronunce giurisprudenziali sul punto.

In merito al punto due, se si considera che i docenti in II GI avranno il solo concorso come canale di reclutamento e che la possibilità di essere immessi in ruolo su Sostegno dipende esclusivamente dal superamento del concorso sulla disciplina per cui si è abilitati, è immediato considerare che si creerebbe una forte e ingiusta disparità fra docenti Specializzati sul sostegno appartenenti ad una classe di concorso con più posti a bando e docenti Specializzati sul sostegno appartenenti ad una classe di concorso più “sfortunata” (storia dell’arte, economia, diritto, filosofia, ecc.)

Ciò posto, va considerato anche alla luce della sentenza della Corte di giustizia europea sul perpetrarsi di contratti a tempo determinato oltre i trentasei mesi di servizio su posto vacante e disponibile, pena risarcimenti.

Dunque, se non si porrà riparo all’ordinamento vigente, il vincolo del solo concorso su materia, unito al restringimento degli incarichi per requisiti di servizio comporterà verosimilmente un reale “spreco di risorse formate e specializzate” che vedranno la loro professionalità fortemente osteggiata dall’ordinamento vigente e giova ripeterlo, con grave danno per i diritti degli alunni con disabilità.

Inoltre, se è vero che l’intenzione del governo è dar vita ad una separazione totale delle carriere tra l’incarico di sostegno e le classi disciplinari, come si evince nella PDL 2444 presentata in Commissione Cultura, non si comprende come l’amministrazione non ponga al più presto riparo a tali discrepanze sin qui espresse e come le associazioni di categoria (FISH e FAND in primis) non sollevino tali problematiche come estremamente connesse all’impianto generale della PDL, al fine di favorire l’ingresso stabile di specializzati nei ruoli di sostegno.

Poste le notevoli criticità sopra espresse, nell'atteggiamento di rispetto reciproco, dialogo e collaborazione, i docenti abilitati con TFA/SFP chiedono alle Istituzioni competenti di prendere posizione per la difesa della validità ed equità del titolo di Specializzazione sul Sostegno e con la loro mobilitazione, chiedono in ordine di priorità:

– Ottenere la creazione di una graduatoria provinciale per l'attribuzione degli incarichi di supplenza che superi il limite di 20 istituti scolastici;
– Assicurare che, su tutto il territorio nazionale, i docenti specializzati sul sostegno abbiano assoluta precedenza rispetto ai non specializzati.

A titolo esemplificativo e chiarificatore: uno specializzato sul sostegno inserito in II Fascia GI in una provincia SATURA (X) deve poter avere la precedenza – anche tramite MAD – su tutti i non specializzati della provincia (Y), in subordine agli specializzati della stessa provincia (Y).

– Ottenere la possibilità di essere inseriti nelle immissioni in ruolo – una volta esauriti gli elenchi sostegno delle GAE e delle GM – mediante il piano straordinario de “La Buona Scuola” a fronte dell’effettivo fabbisogno sul territorio nazionale sul sostegno.

Solo riformando l’ordinamento vigente nelle direzioni ivi individuate si potrà porre rimedio ad un grave paradosso nel conferimento degli incarichi di sostegno, riconoscendo a pieno i diritti degli alunni con disabilità e le professionalità dei docenti formati che li avranno in carico in un’ottica inclusiva del sistema scolastico italiano.

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