Buona Scuola, Bussetti: danni algoritmo in alcuni casi irreversibili, proviamo a sanarli

di redazione
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Il Ministro Bussetti torna a parlare di Buona Scuola, di ciò che di quella legge e di quella riforma è stato mantenuto, ciò che invece andava subito eliminato e ciò che purtroppo in alcuni casi è irreversibile. 

Nel corso di una intervista al quotidiano linKiestail Ministro ha ribadito che il Governo ha mantenuto quanto c’è di buono, introducendo magari dei correttivi, ma cancellato ciò che proprio non andava.

Cancellata la chiamata diretta

Questo è il primo successo che il Ministro rivendica.

Ricordiamo però che la chiamata diretta è abolita per legge soltanto per gli immessi in ruolo e i trasferiti dal 2019/20.

Quanto ai docenti che non hanno chiesto mobilità o che l’hanno chiesta e non la otterranno, l’abolizione della chiamata diretta è prevista solo dal CCNI 2019/22. Pertanto sono ancora necessari i relativi provvedimenti legislativi già presentati sotto forma di disegni di legge ma il cui iter sembrerebbe essersi bloccato.  Abolizione chiamata diretta, cosa prevede il CCNI mobilità e cosa la legge di bilancio

Algoritmo mobilità

Per le immissioni in ruolo, invece – afferma il Ministro –  abbiamo provato a sanare i danni in alcuni casi irreversibili dovuti a quella norma. Gli insegnanti hanno sì ottenuto una cattedra dopo anni di precariato, ma molti sono stati costretti a spostarsi a centinaia di chilometri da casa, per colpa di un algoritmo. Noi abbiamo deciso di rivedere il sistema di reclutamento. Dando maggiori certezze ai docenti.”

Il riferimento dell’affermazione “abbiamo provato a sanare…” è nelle percentuali quest’anno destinate alla mobilità interprovinciali dei docenti, a cui per l’a.s. 2019/20 spetta il 40% dei posti disponibili dopo la mobilità provinciale.

Le certezze a cui invece il Ministro accenna per i futuri neoimmessi in ruolo sono i 5 anni di blocco nella scuola e nella classe di concorso di assunzione previsti dal decreto legislativo n. 59/2017 come modificato dalla Legge di Bilancio 2019.  Concorso secondaria, i neoassunti non potranno cambiare scuola per almeno 5 anni

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