Buona scuola bocciata alle urne, adesso aspettiamo ottobre. Lettera

di redazione
ipsef

“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare acambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.” (Giovanni Falcone)

“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare acambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.” (Giovanni Falcone)

“La Rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quellamatita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.” (Paolo Borsellino)

Proprio nel giorno di inizio degli esami di Stato, volutamente a freddo, inviamo la nostra analisi dello scenariopost elezioni, che ci piace sintetizzare così: “La Scuola Buona e Vera contro il RenziPD: la resa dei conti è arrivata”. Da Cuperlo, ad Emiliano, a Speranza, finalmenteè diffusa la consapevolezza che la Scuola sia scesa in campo in maniera attiva contro questo esecutivo.

Era maggio 2015 quando 3 lavoratori su 4 del comparto scuola scioperavano (link: http://bit.ly/Sciopero15 ) contro questo Governo (http://bit.ly/ScioperoCorr ) con l’obiettivo di farsi ascoltare: il risultato è la storia recente di un RenziPD sordo,scollato dalla realtà e dal suo elettorato storico, inamovibile su riforme autoreferenziate ed incentrate su una visione aziendalista di una scuolalontana dai principi culturali e formativi che hanno da sempre fatto primeggiare l’istruzione e la ricerca italiana su scala internazionale.

Poco importa che 3 su 4 stessero scioperando: lo “sciopero è politico” e quelli che scioperano poco capiscono dell’importanza della riforma,tanto importante e utile che si chiama addirittura “buona scuola” (ndr. così dicevano…). Gli slogan parlano di merito, di Europa, di competitività edefficienza, di assunzioni; la verità, invece, si cela dietro il fumo gettato negli occhi di milioni di Italiani. Con la comunicazione strategica ed efficacedei media allineati a questo Governo è stato semplice realizzare il piano di sistematico stravolgimento dei canoni formativi su cui la Scuola eraincentrata: “gli insegnanti hanno paura del merito e scioperano contro il preside sceriffo” è stato detto… E un Italiano qualunque, ovviamente, non puòche prendere le distanze da chi “sciopera contro la meritocrazia”: “lavorano ‘solo 18 ore’ e si prendono persino la briga di non voler essere valutati?!?” èil sentimento indotto ad arte nell’opinione pubblica. Al governo piace vincere facile, ed incentra – ovviamente – tutta la propaganda su questi prof “cattivi”da far diventare “buoni”: ecco la “buona scuola”, la panacea di tutti i mali, ciò che trasforma il “cattivo” in “buono” ex lege, perché, ovviamente, primadell’arrivo del “redentore” tutto era “cattivo”. Avrebbe significato altro, per un Italiano, sentirsi dire “gli insegnanti scioperano contro il depauperamentoculturale della scuola e a favore del futuro del Paese, per i figli di questa Italia”: sarebbe stata altra storia, non vendibile a proprio uso e consumo…

Eppure stiamo parlando di chi forma il futuro del Paese: un minimo di ascolto dovrebbe essere riconosciuto a chi viene consegnata laformazione delle nuove generazioni; un minimo di considerazione dovrebbe essere data a quella parte del Paese che costituisce – da sempre – un elettorato storicoper la sinistra. Ed invece non è così… evidentemente perché l’obiettivo è preciso, ed è proprio quello che conta più di tutto… tanto, in pieno stile“panem et circenses”, con 80 euro qui, uno slogan di assunzioni lì, e un bonus di 500 € là, chi si ricorderà più dei valori formativi e culturali di un corpodocente che crede nel futuro che quotidianamente genera?!? Ovviamente, non c’è da preoccuparsi per il RenziPD perché (evidentemente si pensa che) i docenti italianisono così idioti da non sapere che 500 euro di bonus annuale e gli 80 euro nelle 12 mensilità rappresentano in totale quanto un collega tedesco percepisce puntualmente ogni mese in più rispetto allo stipendio di un docente Italiano (link articolo Sole24Ore: http://bit.ly/DocentiEuropa )

Stesso discorso nel 2016: “il concorso che tutti vogliono è finalmente arrivato” – è stato detto – “Verrà assunto un precario su tre”… E l’Italiatutta ad invidiare il mondo di questi lavoratori da 18 ore, nullafacenti sulle spalle del popolo italiano contrari al merito, a cui viene dedicato addiritturaun concorso con “percentuali di assunzioni così alte” e… e bravo Renzi e RenziPD! Poco importa che a partecipare a quel concorso siano persone condecine di anni di precariato, persone già abilitate con percorsi ad hoc, docenti che mandano avanti il sistema scolastico da anni con dedizione esacrificio, di cui 2 su 3 rischiano di rimanere senza lavoro. Poco importa che siano stati selezionati attraverso percorsi universitari specifici conformazione specialistica ed esami; poco senso ha che nel resto di Europa si parli di stabilizzazione e qui in Italia ogni anno docenti vengano licenziati agiugno per essere assunti nuovamente a settembre; poco importa che sacrifici di anni vengano spazzati con un colpo di spugna perché “ciò che conta è ilmerito”. Alla base di questo slogan, perché non inventarsi che un buon professore di Latino per dimostrare il “merito” debba sapere camminare sullemani facendo la verticale: cosa importa che sappia il Latino meglio colui il quale la verticale non la sa fare?!? L’importante è dettare le regole chenessuno può infrangere, perché il RenziPD è il sovrano della fiducia (ndr. del Parlamento, ma non degli elettori…) e nessuno può controbattere, nemmenodocenti universitari e uomini di cultura che definiscono ridicola questa forma di “concorso per bravi dattilografi”.

Poco importa che, a testimonianza dello scempio effettuato, ci siano classi di concorso raggruppate (a totale danno della qualitàdell’offerta formativa scolastica) solo per semplici motivi economici al fine di poter utilizzare i docenti come tappabuchi su più discipline: tanto, l’opinionepubblica non viene intaccata perché gli Italiani che ne sanno?!? “The show must go on” perché l’ha deciso il RenziPD e il demiurgo MIUR e “non c’è la volontàpolitica” di RIDARE valore concorsuale a ciò che già aveva tale valore: il titolo abilitante. “The show must go on”, semplicemente, in periodo elettorale:lo slogan dimostra “assunzioni e numeri”, senza far trapelare che i numeri sono “da circo” e che si sta attuando un’opera di ulteriore delegittimazione delruolo sociale del docente, che passa dalla figura del maestro fulcro della comunità, a semplice “statalino da posto fisso” ridotto alla nomadica espasmodica ricerca di lavoro tra un licenziamento e l’altro senza nemmeno più sede di titolarità. “The show must go on”… e questo show si chiama “buonascuola”, slogan del RenziPD che attua la logica dei fuochi di artificio. È una strategia di “regime” bella e buona: esperti di marketing e comunicazione sannobene che nessuno sentirà un colpo di pistola durante l’esplosione dei fuochi di artificio, e poco importa se questo colpo di pistola è diretto al cuore diqualcuno!

Durante i fuochi di artificio (ndr. gli slogan) nessuno sentirà quel colpo, del quale si conosceranno solo successivamente gli effetti(molto più in là quando si scoprirà il cadavere…), ma nessuno saprà risalire a chi ha fatto fuoco! Oggi stanno sparando al cuore della scuola e di noiinsegnanti mentre scoppiettano i fuochi d’artificio della “buona scuola” e del concorsone-truffa!  E nessuno si accorgerà di quel colpo esploso tra i tanti fuochi scoppiettanti, nessuno tranne chi – e nemmeno tutti-  si vede bersaglio di quello sparo.

Lo abbiamo più volte detto ad esponenti del MIUR e del RenziPD che gli "amanti traditi" diventano i peggiori nemici… Noiinsegnanti è da tempo che aspettavamo il momento di andare al voto ed oggi la consapevolezza a cui sono giunti Cuperlo (http://bit.ly/Cuperlo), Emiliano (http://bit.ly/EmilianoCrollo), Speranza (http://bit.ly/SperanzaCrollo), ampiamente espressa anche da Orizzonte Scuola (http://bit.ly/CrolloPDOS) non è che una ovvia conseguenza di forti motivazioni sia culturali che etiche (http://bit.ly/VotoValore). Il ragionamento è molto semplice: finchè non si è votato, il RenziPD ha vinto eil Premier si è beato guardandosi allo specchio e recitando il continuo mantra dell’autoreferenziata vittoria, autocompiacendosi di questi grandi risultati acolpi di fiducia…

Il 19 c’è stato il primo voto: ora stiamo giungendo alla resa dei conti e attendiamo con ansia anche ottobre! Non è una posizione disemplice vendetta (saremmo della stessa pasta del nostro Governo se così fosse), ma di un ampiamente motivato dissenso, a cui si unisce l’arroganza concui ci siamo scontrati in ogni fase di mediazione che abbiamo cercato.

A questa tornata elettorale, quindi, è stata presente la Scuola, quella Buona e Vera, che il RenziPD ha tradito e calpestato, con unariforma autoreferenziata che distrugge tutto ciò che è principio culturale volto al Futuro, riducendo l'insegnamento ad organizzazione strutturata di unadimensione meramente aziendalista; quella Scuola, a cui questo Governo ha voltato le spalle, agendo come mediocre esecutore di una volontà lobbistica, anzichéessere difensore di principi di sviluppo sociale e culturale; proprio quella Scuola, che crede nel Futuro che genera partendo dallo sguardo Libero di LiberiCittadini – gli studenti – volti all’avvenire con spirito critico e culturalmente impegnato, sarà proprio la causa principale della debacledefinitiva! Perché questo Governo sta distruggendo la ‎Scuola e sta annullando il ruolo sociale dell'insegnante. A fronte di qualsiasislogan, questa è l'unica verità. Investire nella Scuola non significa fare riforme e autodefinirle "buone", ma ridare lustro e valore al ruolo di unaComunità educante: l'esatto contrario di quanto il RenziPD stia facendo con scientifico metodo “divide et impera”. E quando un partito o movimento, per suoleader, diventa autoreferenziata espressione di pensiero unico, annullando il pluralismo e l'ascolto che parte dal basso, la scollatura con determinati mondiè inevitabile. Ciò diventa volano di azione contraria, motivata dal desiderio di esprimere tutto il dissenso ad un modo di fare politica che non è piùespressione di un servizio elargito, ma di un potere esercitato a danno di altri: la "fiducia" si può esercitare solo in Parlamento dove non sivogliono perdere le poltrone, nonostante ogni nonostante…

Per queste beffe e per questa arroganza a queste amministrative si è presa precisa posizione per votare a favore del Futuro controquesto stato di cose. La "chiamata alle armi del voto" (http://bit.ly/AggMaiPiuPD ) c'è stata, ed anche la risposta: la Scuola è diventata attiva roccaforte adifesa di un mondo che il RenziPD sta affossando e al grido #MaiPiuPD #ServeUnNo #StopAlConcorsoTruffa combatterà la propria guerra culturale esociale fino ad ottobre, ergendosi partigiana fra i partigiani a difesa della Costituzione.

 Per il movimento spontaneo “In-Segnanti Uniti” – Prof. Ing. Alfredo Pudano – promotore e primo firmatario della petizione Stop Al Concorso Truffa in rappresentanza degli oltre 36000 firmatari

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