La Buona Scuola. Altro che fine del precariato!

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Giuseppe Candido, Gilda insegnanti Catanzaro – Col passare dei giorni i paradossi della buona scuola diventano sempre più evidenti: al piano straordinario di assunzioni mancano almeno 10 mila insegnanti, per lo più docenti di matematica per le secondarie di I e II grado, ed insegnanti di sostegno. Nonostante i precari abilitati ci siano, eccome.

Giuseppe Candido, Gilda insegnanti Catanzaro – Col passare dei giorni i paradossi della buona scuola diventano sempre più evidenti: al piano straordinario di assunzioni mancano almeno 10 mila insegnanti, per lo più docenti di matematica per le secondarie di I e II grado, ed insegnanti di sostegno. Nonostante i precari abilitati ci siano, eccome.

Le Università italiane, infatti, col sistema dei tirocini formativi attivi (C.d. Tfa) e dei percorsi abilitanti (PAS), hanno sfornato, negli anni e in base a un numero programmato dallo stesso Ministero, ben 12.840 insegnanti di sostegno ed oltre 10.000 docenti nelle materie scientifiche di cui 2.759 abilitati all'insegnamento delle scienze matematiche nella scuola media, la classe A059, le cui graduatorie sono esaurite e molte cattedre vacanti rimarranno tali, coperte ancora da supplenti.

Stiamo parlando di docenti tutti regolarmente abilitati all'insegnamento, attraverso una procedura formativa indicata dallo Stato come percorso abilitante, molti dei quali con servizio da precari già prestato per oltre i trentasei mesi, e che non hanno neanche potuto partecipare al piano straordinario di assunzioni.

Docenti invisibili per la buona scuola, che per anni hanno contribuito a tenere aperte le scuole pubbliche statali, letteralmente ignorati dal piano straordinario di assunzioni. Docenti invisibili, appunto, ma che presto torneranno utili considerato che, per il prossimo anno scolastico, sarà ancora necessario il ricorso ai supplenti per coprire le molte cattedre rimaste vacanti.

La buona scuola di Renzi, quindi, non elimina la "supplentite" né cancella il fenomeno del precariato della scuola.

E ad accorgersene, lo scorso 21 agosto, non sono i soliti e polemici sindacati, ma un'attenta giornalista, Roberta Carlini, che, su L'Internazionale, fa un po' di conti (dove i dati sono resi disponibili, scrive) di quello che lei stessa definisce "l'opaco mondo del precariato scolastico": parla di 23.000 maestre della scuola materna; di venti o trentamila supplenti annuali; di migliaia di abilitati entrati in graduatoria ad esaurimento per mano dei tribunali; e di decine di migliaia di docenti iscritti nelle graduatorie di istituito.

Nonostante uno degli obiettivi dichiarati (e propagandati) della buona scuola fosse proprio l'abolizione del precariato, non è un caso che la giornalista parli invece – alla vigilia dell'anno scolastico 2015/2016 – di precariato più vivo che mai.

Graduatorie ad esaurimento non esaurite perché, come abbiamo detto più volte da questi microfoni, é la stessa legge di riforma ad escludere dal piano di assunzioni straordinario le maestre della scuola materna.

Ma anche nella scuola primaria le Graduatorie ad Esaurimento sono destinate a rimanere aperte: infatti, proprio mentre il Parlamento approvava a colpi di fiducia la 'buona scuola' per svuotarle, nota la Carlini, il Consiglio di Stato e vari tribunali della Repubblica c'hanno infilato dentro altri precari: gli abilitati in possesso di diploma magistrale conseguito prima del 2001, quando ancora questo titolo era considerato titolo abilitante, appunto. Parliamo di 3000-4000 docenti inseriti nelle GaE per sentenza. Molti dei quali con oltre trentasei mesi di supplenze alle spalle.

E poi ci sono i 24-25.000 docenti iscritti a pieno titolo nelle GaE ma che non hanno volontariamente prodotto domanda on line di assunzione: saranno depennati anche loro? O continueranno a stare nelle Graduatorie ad Esaurimento della propria provincia in attesa di qualche supplenza? Di fatto la legge 107/2015 non prevede che saranno cancellati come invece è espressamente previsto per chi fa domanda ma poi rifiuta la proposta di assunzione. Anche questo sarà materia di ricorsi.

Ma se la riforma Renzi-Giannini non risolve il precariato né elimina le supplenze, un paio di cose certo le fa: col meccanismo della chiamata diretta e della riconferma triennale dei docenti da parte del preside, a tutti gli insegnanti della scuola pubblica statale, sia a quelli già di ruolo sia a quelli neo-assunti con il piano straordinario, nega libertà di insegnamento e svilisce definitivamente la funzione degli organi collegiali.

Mentre, con l'obbligo (e non già la facoltà) di alternanza scuola lavoro imposto per legge a tutti gli studenti, liceali compresi, nega – di fatto – il diritto al solo studio, inteso come diritto di ciascuno di formarsi una cultura generale e non tesa a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro.

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