Buon 2021: un docente deve credere ogni anno, ogni giorno, ogni istante. Lettera

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inviata dal Prof. Ing. Raffaele Grandone –   Indipendentemente dalla religione dall’essere cattolico, cristiano, ortodosso, buddista ecc, l’importante è avere fede e credere in qualcosa, che sia un Dio, che sia la Natura, che siano gli Elohim, credere in Se stessi, o semplicemente credere nell’Uomo, l’importante è CREDERE.

Anche per quest’anno mi dovrò ricordare di non porre mai limiti alla mente dei miei studenti, ognuno di loro ha i suoi tempi, l’importante come docente è prepararsi-formarsi costantemente e innescare la scintilla della passione per formarli, prepararli e renderli autonomi come farebbe un contadino con la propria vigna.

Ricordo che anni fa, quando mio padre terminava le sue ore lavorative, andava in campagna (la chiamava il suo paradiso) e da piccolo, qualche volta in estate, andavo anch’io.

Mi ricordo che aveva da poco piantato le barbatelle per la crescita della vite per talea. Ricordo che mi disse: “quello che imparerai oggi probabilmente non ti servirà per lavorare ma per crescere i tuoi figli”. Mi insegnò a legare i primi rametti, insegnandomi nel collocarli rivolti a fronte vento così da poter essere sostenuti dal palo quando il vento sarebbe arrivato. Mi insegnò ad addrizzarli e legarli con forza e delicatezza e diceva: “le piante sono come i bambini, il contadino le pianta ma non sa se nasceranno, non sa che forma avranno. Quello che il contadino può fare è dare il meglio di sé per poter far crescere la pianta nel modo migliore e poi…sa solo di dover avere fede nella VITA lavorando costantemente, con RITMO/costanza/perseveranza (pensate al RITMO del cuore, non si ferma mai. È passione per la vita) ad un progetto che porterà i frutti dopo molti anni.”

Il nostro non è un lavoro è una MISSIONE.

Siamo il palo che sorreggerà quel rametto di giovane VITE quando soffierà il vento, siamo quel laccio che la terrà ancorata al palo quando le forze trasversali proveranno a piegarla, siamo il contadino che come San Francesco (il folle di Dio) crede in qualcosa che non può vedere subito ma che con la fede e speranza SA che un giorno il lavoro svolto porterà i frutti.

Molti negli anni si son dibattuti per poter capire la crescita dell’Umano nel suo Essere. Tra Piaget e Vygotskij mi piace collocarmi nel mezzo del loro pensiero ma con sguardo rivolto verso Vygotskij. Vero è, che la genetica fa, ma le condizioni al contorno, il contesto in cui si vive, influenzano e possono contribuire alla riuscita della migliore versione di noi stessi.
Quindi lo sguardo rivolto verso Vygotskij è fondamentale per poter credere e dare più responsabilità alle azioni dell’Uomo e poter migliorare ciò che ci circonda, partendo dagli alunni, futuri Uomini delle nostre città.

Dopo anni, gli insegnamenti di mio padre, al contrario di quando da lui PROSPETTATO, mi son serviti per lavorare e NON per crescere i MIEI figli😅.
In fin dei conti come per le teorie di Piaget e Vigotskij mi piace collocarMI nel mezzo di quegli insegnamenti e cioè, mi son serviti per lavorare con DEI ragazzi come se fossero figli MIEI.
Vedendola allegoricamente sto coltivando la mia vigna fatta non di una barbatella (mio figlio) ma di molteplici barbatelle (i figli degli altri).

Trascorso il 202-0 ( zero/reset), oggi è iniziato un nuovo anno, il 202-1(uno) e, al di là della mia passione Geopolitica, dei trattati internazionali, trattato di Schengen, trattato di Maastricht, convenzione di Dublino1, convenzione di Dublino 2, convenzione di Dublino 3, MES Recovery Found, Recovery Plan, Fiscal Compact, Legge di Bilancio….quello che PIÙ MI INTERESSA è credere nell’Uomo e come ogni anno da 7 anni, a tal proposito, mi riprometto di non porre mai un limite alla mente dei miei alunni.

Loro sono la nostra VITA, la nostra Vigna.

Un giorno arriveranno i frutti.

RITMO ci vuole sempre RITMO. 😉

Buon 2021 a tutta la redazione di Orizzonte Scuola e tutti i Docenti 🙂

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