Bullismo tra ragazzine: un fenomeno in crescita

di Giulia Boffa
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Red – E’ allarme bullismo anche tra le adolescenti: 1 bullo su 6 è femmina.

Maldicenze, pettegolezzi, angherie fino ad arrivare addirittura alle mani sono le azioni che compiono le "bulle" contro le loro vittime.

Red – E’ allarme bullismo anche tra le adolescenti: 1 bullo su 6 è femmina.

Maldicenze, pettegolezzi, angherie fino ad arrivare addirittura alle mani sono le azioni che compiono le "bulle" contro le loro vittime.

Ne ha parlato Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno-infantile e della U.O. di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma in occasione del Convegno  a Roma "Basta Violenza – Ascoltiamo il silenzio e diamo voce alla legalità", organizzato dall’Osservatorio nazionale di bullismo e doping.

 "Anche il cyberbullismo – aggiunge Bernardo – è estremamente grave tra gli adolescenti perchè la vittima, oltre ad essere aggredita in maniera virtuale, è condannata a vedere le prove di quello che gli è accaduto sempre su internet". In questa piattaforma multimediale la vittima non può reagire in modo efficace. "Il cyberbullismo è un reato, attraverso le leggi nazionali e internazionali è anche possibile cancellare da internet gli insulti, però è un problema che si deve superare con l’aiuto degli specialisti. Perchè da grandi queste giovani vittime saranno segnate da queste azioni, e rischiano di non risolvere mai i problemi legati all’aggressione che hanno ricevuto da adolescenti".

 A testimoniare il nuovo cyberbullismo ‘in rosa’ anche lo psicoterapeuta Giorgio Nardone. "Negli ultimi anni – sottolinea – c’è stata un’enorme crescita del bullismo al femminile. Le bande di ragazzine, chiamate ‘streghe’, che perseguitano le coetanee ‘perbenino’, è ormai all’ordine del giorno. Il fenomeno femminile si è decuplicato".

Più in generale "le cause che spingono i ragazzi e le ragazze a diventare bulli – sottolinea Nardone – nascono tra le pareti domestiche, da genitori che sono troppo permissivi e non intervengono quando il figlio alza i toni contro di loro. Poi ci sono i modelli negativi che vengono considerati dagli adolescenti come eroici. C’è quindi bisogno – conclude lo psciologo – di ridare regole precise ai ragazzi sia da parte dei genitori che degli insegnanti".

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