Bullismo, Insegnanti devono intervenire subito. La drammatica esperienza di una ragazza sorda che era la prima della classe

di Elisabetta Tonni
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Gli insegnanti devono essere i primi a intervenire nei casi di bullismo fra studenti; devono essere formati e fornire protezione invece di fare gli struzzi. Dove le famiglie falliscono ci deve essere il forte contrappunto della scuola che non tollera il minimo atto di bullismo.

E’ questa la conclusione di una donna che ricorda gli episodi di bullismo di cui fu vittima durante la scuola quando era una giovane studentessa.

I suoi compagni la deridevano e isolavano perché, a dispetto del suo deficit auditivo, era fra le prime della classe.

Lo scrive la stessa protagonista nel ricordare il periodo del liceo come uno dei più brutti della sua vita, nonostante i traguardi brillanti negli studi.

Non veniva tollerato che io, affetta da handicap, osassi essere tra i primi della classe invece che mettermi in un angolino a interpretare il ruolo stereotipato della sorda brutta, ritardata, con linguaggio primitivo“.

E ancora: “Nel quinquennio solo due insegnanti hanno cercato di prendere le mie difese, senza risultati perché non avevano purtroppo peso nel Consiglio, il preside ha imitato Ponzio Pilato, la maggioranza ha finto di non vedere e due mi hanno pesantemente bullizzata a loro volta”

Sono alcuni dei passaggi più toccanti della lettera indirizzata al Giornale di Brescia, dove ha raccontato tutta la sua esperienza negativa, paragonando quanto avveniva allora a quanto si verifica adesso: “Il bullismo veniva depauperato a semplici scherzi, ero io la permalosa che non sapeva stare al gioco e inserirsi: eppure quello che io vivevo ogni singolo giorno 20 anni fa è esattamente quello che oggi fa notizia sui giornali. Quindi, in conclusione, sì: sono gli insegnanti i primi che devono intervenire“.

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