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Bullismo e cyberbullismo: Dirigente scolastico, team antibullismo, il sito scolastico, docenti, referente, famiglie e studenti. Tutti gli attori coinvolti e i compiti

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Tutta la comunità scolastica, di ciascuna scuola del territorio italiano (ma anche del resto del mondo, specie dei paesi sviluppati in cui il fenomeno è più dilagante) è chiamata a svolgere un ruolo attivo nel contrasto, nella prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Ciascuna delle figure istituzionali ma anche, per dirla tutta, il sito istituzionale della scuola devono contribuire all’innesco di quelle azioni necessarie a fronteggiare il fenomeno del dilagare del bullismo e del cyberbullismo. Scrive Gordon che “Ricorda, nessuna scuola è immune dal bullismo. Di conseguenza, i dirigenti scolastici e gli insegnanti dovrebbero essere proattivi nello sviluppo di programmi di prevenzione del bullismo. Spesso, il miglior punto di partenza è stabilire una serie di obiettivi per il tuo intervento didattico-educativo e formativo e poi costruire il tuo programma da lì”. Ma vediamo quali compiti e quali responsabilità.

Il Dirigente Scolastico

È il dirigente scolastico che attiva i necessari passaggi volti all’aggiornamento del “Regolamento di istituto” e del Patto di corresponsabilità. In allegato, infatti, un esempio di integrazione al regolamento di istituto. Il DS, inoltre, è colui che nomina, tra le altre molteplici incombenze che andremo a definire, il Referente e il Team antibullismo.

Referente e il Team antibullismo

Il referente, in sinergia e con le direttive del DS, promuove occasioni di scambio, confronto, formazione e informazione sul fenomeno rivolti a tutte le componenti della comunità scolastica.

Il Sito Scolastico

Il sito istituzionale della scuola deve pubblicare una visibile e facilmente raggiungibile sezione dedicata al bullismo-cyberbullismo. Va comunicata, possibilmente con circolare, la sezione alle varie componenti della scuola indicando che la stessa è direttamente raggiungibile tramite uno specificato link.

I Docenti e gli organi collegiali

Il Collegio Docenti progetta iniziative di sensibilizzazione e formazione, privilegiando l’approccio di “educazione fra pari”. I Consigli di Classe – come giustamente evidenzia il “Protocollo per la prevenzione e il contrasto del Bullismo e del Cyberbullismo a scuola” del Liceo Scientifico Statale Ignazio Vian di Bracciano – in coerenza con quanto deliberato dal Collegio dei docenti, predispongono un itinerario di Educazione civica che preveda momenti di riflessione sui temi della cittadinanza attiva e responsabile, dell’etica solidale, del rispetto dell’altro e della cittadinanza digitale, al fine di promuovere una cultura del rispetto dell’altro e della collaborazione. Tutti i docenti, venuti a conoscenza diretta o indiretta di eventuali episodi di bullismo o cyberbullismo, sono chiamati a segnalare al referente scolastico o al Team Antibullismo d’istituto, al fine di avviare una strategia d’intervento concordata e tempestiva.

I collaboratori scolastici e gli assistenti tecnici

Svolgono un ruolo di vigilanza attiva nelle aree dove si svolgono gli intervalli, nelle mense, negli spogliatoi delle palestre, negli spazi esterni, al cambio dell’ora di lezione e durante i viaggi di istruzione, ferme restando le responsabilità dei docenti. Segnalano al Dirigente Scolastico e ai Team Antibullismo e per l’Emergenza eventuali episodi o comportamenti di bullismo e cyberbullismo di cui vengono a conoscenza direttamente e/o indirettamente.

Il Referente scolastico area bullismo e cyberbullismo

Collabora con gli insegnanti della scuola, propone corsi di formazione al Collegio dei docenti, coadiuva il Dirigente Scolastico nella redazione dei Piani di vigilanza attiva ai fini della prevenzione degli episodi di bullismo e di cyberbullismo, monitora i casi di bullismo e cyberbullismo, coordina i Team Antibullismo e per l’Emergenza, crea alleanze con il Referente territoriale e regionale, coinvolge in un’azione di collaborazione Enti del territorio in rete (psicologi, forze dell’ordine, assistenti sociali, pedagogisti, ecc.)

Le famiglie, il patto di corresponsabilità e gli incontri di formazione e informazione

Sono invitate a partecipare agli incontri di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo, favorendo una proficua alleanza educativa. Con la sottoscrizione del Patto di Corresponsabilità educativa Scuola-Famiglia, sono chiamate a collaborare con la scuola nella prevenzione del bullismo e nelle azioni per fronteggiare le situazioni acute.

Le studentesse e gli studenti

Partecipano alle attività di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo organizzate dalla scuola. I Rappresentanti di istituto e il Comitato studentesco collaborano con il Dirigente Scolastico e il corpo docente all’organizzazione delle attività di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, anche avanzando proposte di approfondimento o sullo svolgimento di specifiche attività progettuali utili al contrasto e alla prevenzione del fenomeno

Il protocollo di intervento per un primo esame nei casi acuti e di emergenza

Il Protocollo di gestione di intervento per un primo esame nei casi acuti e di emergenza deve rifarsi, naturalmente, a quello diramato dal MI. Tale protocollo – come si legge nel “Protocollo per la prevenzione e il contrasto del Bullismo e del Cyberbullismo a scuola” del Liceo Scientifico Statale Ignazio Vian di Bracciano, diretto con magistrale competenza dal dirigente scolastico Prof.ssa Lucia Lolli – è attivato su segnalazione (di studenti, famiglie, personale scolastico) da parte del referente e del team antibullismo. Ricevuta la segnalazione il Referente, con il supporto del Team, informa tempestivamente il DS e prende contatti con il coordinatore di classe e con il segnalante per un approfondimento del caso, anche con un eventuale incontro diretto con la classe interessata. Accertata la situazione, riferisce al DS per i provvedimenti di propria competenza (convocazione del Consiglio di classe, contatti con le famiglie, ecc.).

Le azioni e gli interventi con la vittima

Ecco le azioni e gli interventi con la vittima:

  • accogliere la vittima in un luogo tranquillo e riservato;
  • mostrare supporto alla vittima e non colpevolizzare per ciò che è successo;
  • far comprendere che la scuola è motivata ad aiutare e sostenere la vittima;
  • informare progressivamente la vittima su ciò che accade di volta in volta;
  • concordare appuntamenti successivi (per monitorare la situazione e raccogliere ulteriori dettagli utili).

Le azioni e gli interventi con il bullo

Interventi con il bullo:

  • importante, prima di incontrarlo, essere al corrente di cosa è accaduto;
  • accogliere il presunto bullo in una stanza tranquilla, non accennare prima al motivo del colloquio;
  • iniziare il colloquio affermando che si è al corrente dello specifico episodio offensivo o di prevaricazione;
  • fornire al ragazzo/a l’opportunità di esprimersi, favorire la sua versione dei fatti;
  • mettere il presunto bullo di fronte alla gravità della situazione;
  • non entrare in discussioni;
  • cercare insieme possibili soluzioni ai comportamenti prevaricatori;
  • ottenere, quanto più possibile, che il presunto bullo dimostri comprensione del problema e bisogno di riparazione;
  • in caso di più bulli, i colloqui avvengono preferibilmente in modo individuale con ognuno di loro, uno di seguito all’altro, in modo che non vi sia la possibilità di incontrarsi e parlarsi;
  • una volta che tutti i bulli sono stati ascoltati, si procede al colloquio di gruppo.

Colloquio di gruppo con i bulli

– iniziare il confronto riportando quello che è emerso dai colloqui individuali;

– l’obiettivo è far cessare le prevaricazioni individuando soluzioni positive;

Far incontrare prevaricatore e vittima

Tale procedura può essere adottata solo se le parti sono pronte e il Team rileva un genuino senso di pentimento e di riparazione nei prepotenti; è importante:

  • ripercorrere l’accaduto lasciando la parola al bullo/i; ascoltare il vissuto della vittima circa la situazione attuale;
  • condividere le soluzioni positive e predisporre un piano concreto di cambiamento.

Coinvolgimento del gruppo classe o di possibili spettatori

Questa azione si consiglia solo quando possiamo rilevare un chiaro segnale di cambiamento nel presunto bullo (o più di uno) e il coinvolgimento del gruppo non implica esposizioni negative della vittima, ma può facilitare la ricostruzione di un clima e di relazioni positive nella classe

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