Bullismo e cyberbullismo, come li individuo? Criteri

di Gianfranco Scialpi

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Bullismo, non sempre è chiaro nelle sue determinazioni. Spesso lo scherzo, l’episodio sono identificati con il suddetto fenomeno. Non è così. Una guida per identificare il bullismo anche nelle sue specificità online.

Bullismo, la sua evoluzione confusione 

Bullismo, il fenomeno è sempre più presente nella vita di tutti i giorni. Fino a qualche anno fa era solo fisico. Con l’avvento del Web 2.0 è divenuto online con effetti devastanti sulla reputazione della vittima, perché le offese rimangono per sempre. La rimozione del materiale, infatti non garantisce la sua totale eliminazione, causa soprattutto il processo di condivisione.

Occorre aggiungere che i due fenomeni (fisico e online) non possono essere pensati come separati. Spesso la violenza fisica, se ripresa e inviata nel Web, rappresenta il momento propedeutico alla gogna mediatica (Cyberbashing).

A scuola non sempre il bullismo fisico e/o online è preso in considerazione. In alcuni casi, il problema è minimizzato, ridotto a scherzo, comprese le pubblicazioni di foto, video o testi nel Web.  Non è raro sentire espressioni del genere: “cosa vuoi che sia, sono cose da ragazzi
Di contro tutto diventa bullismo, tanto che si sta diffondendo la convinzione tra i ragazzi e gli adulti che qualunque battuta occasionale, litigio come sia una forma di bullismo verbale o fisico.

Spesso sono interpellato per valutare presunti casi di bullismo. In qualche caso l’evento risulta episodico e riconducibile alla normale dinamica relazionale tra gli adolescenti. Da qui la necessità di definire il fenomeno per poi agire di conseguenza.

I criteri che determinano bullismo 

 Allora, quali sono le determinazioni di un atto di bullismo fisico?
Sostanzialmente sono le seguenti: la ripetitività, l’intenzionalità e l’asimmetria nel rapporto.

Il primo criterio, esclude lo scherzo solitamente episodico e quindi circoscritto nel tempo. In altri termini non sono da considerare la bravata, il litigio in classe o nel cortile…

In altri termini, l’atto di bullismo deve presentarsi con le caratteristiche della reiterazione del fatto.
La natura non episodica apre lo scenario a un altro pacchetto intenzionale. Mi riferisco alle aggressioni fisiche, come calci pugni, pizzicotti, spinte, morsi… Questi comportamenti definiscono il bullismo maschile più evidente che facilità il lavoro di registrazione da parte degli adulti.
Invece rientrano nel bullismo perpetrato da bambine e ragazze, più sottile e quindi più pulviscolare, la derisione che mette in evidenza aspetti fisici, modi di parlare o comportarsi della vittima, attraverso soprannomi, prese in giro, pettegolezzi…. Completa il quadretto la diffamazione o forme di emarginazione, esclusione per le opinioni.

In ogni caso il   rapporto si presenta sempre sbilanciato a favore del bullo che supportato quasi da un gruppo pone in una condizione di subalternità o di vittima il malcapitato.

Gli effetti sono chiari: danno fisico, “difficoltà emotive ad un’altra persona, attraverso il contatto fisico, l’abuso verbale o altri mezzi

Criteri confermati per l’atto di bullismo online con alcuni aggiornamenti

Questi criteri rimangono validi anche nei casi di cyberbullismo che come recita l’art. 1 comma 2 della legge 71/17 è “forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identita’, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonche’ la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o piu’ componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.”

Ovviamente l’ambiente virtuale e la sua specificità 2.0 delocalizzano i criteri presentati per il bullismo fisico, coinvolgendo una platea più ampia e di difficile gestione. A questo occorre aggiungere nuovi elementi

Essi sono l’anonimato, il superamento dei limiti spazio/temporali, la non prossimità fisica e la velocità della comunicazione.
Il Web è una piazza virtuale dove quasi sempre l’interazione non richiede l’esposizione della propria fisicità, quindi dei propri dati personali (viso, nominativo…). Questi possono essere alterati, nascosti. Questa condizione di vaporizzazione della propria fisicità favorisce la convinzione di rimanere impuniti, favorendo il processo di deresponsabilizzazione.

L’assenza dei vincoli spazio/temporali favorisce l’imprevedibilità dell’atto, che non necessita di una condizione particolare (un momento e un luogo specifico) per espletarsi, presentando spesso il cyberbullo come l’iniziatore di un processo offensivo che può coinvolgere attivamente tantissime persone. Ovviamente questo è favorito dalla velocità di diffusione del Web 2.0.

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