Bullismo e cyberbullismo, Ascani: importante studiare digitale nell’educazione civica [INTERVISTA]

di redazione

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Il Moige ha presentato oggi i risultati inediti su come i minori usino i media, i dati della Polizia di Stato e la campagna “Giovani Ambasciatori contro Bullismo e Cyber Risk, in giro per l’Italia

I dati presentati dal MOIGE

La generazione Z è evidentemente super tecnologica e iperconnessa ma fortemente “dipendente’’ dalla rete web. Addirittura, il 22% possiede almeno 5 devices (computer, tablet, pc portatile, smartphone e console).

Soltanto l’1,4% dei ragazzi non ha una connessione internet.

Sono dipendenti dal web: ben il 40,5% va in ansia se non connesso, il 24,8% (1 su 4) rinuncia alle ore di sonno per rimanere connesso, mentre il 40% (quasi 1 su 2) prova un senso di delusione per l’assenza di like e richieste di amicizia.

Le insidie di internet continuano ad essere sottovalutate: il 71,2% (7 su 10) ha accettato l’amicizia di un estraneo su social, almeno una volta. Il 21% dichiara di aver incontrato personalmente estranei conosciuti on line e l’8,1% ha scambiato foto personali.

I social si confermano come mezzi anche di disinformazione: la metà (50%) dei ragazzi nativi digitali ha creduto almeno una volta ad una fake news mentre solo il 18% verifica la fonte. In aumento del 18% i casi trattati dalla Polizia Postale che vedono vittima un minorenne (460 nel 2019), di cui 52 di età inferiore a 9 anni. Raddoppiano i casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

L’intervista della nostra redattrice  Eisabetta Tonni alla Viceministra Anna Ascani, presente all’evento

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