Bullismo, consigli da dare ai genitori per aiutare i figli

di redazione
ipsef

Secondo una ricerca fatta dall’Istat in Italia poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo. Il fenomeno del bullismo è più presente al Nord, dove solo il 42,7% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai subito episodi di violenza, percentuale che arriva al 51,3% al Centro e al 50,8% al Sud.

Secondo una ricerca fatta dall’Istat in Italia poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo. Il fenomeno del bullismo è più presente al Nord, dove solo il 42,7% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai subito episodi di violenza, percentuale che arriva al 51,3% al Centro e al 50,8% al Sud.

Le prepotenze più comuni sono insulti, soprannomi e parolacce (12,1%), a seguire c’è la derisione dell’aspetto fisico o del modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%) e l’esclusione per le proprie opinioni (4,7%).

Al di là di quelli che sono i dati è evidente che questo fenomeno, in tutte le sue forme (pensiamo ad esempio al cyber bullismo), è rilevante e soprattutto in continua crescita tanto che il Telefono Azzurro ha definito preoccupante lo scenario dell’infanzia oggi in Italia. L’associazione ha infatti dichiarato che, secondo i dati in suo possesso, il 35% degli studenti italiani ha subito almeno una volta un episodio di violenza, percentuale che supera di gran lunga la media europea che si ferma al 19%.

Di fronte ad una situazione di bullismo il 65% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha dichiarato che per difendersi ricorre all’aiuto dei genitori, altre soluzioni indicate sono: cercare di evitare la situazione, confidarsi con amici e chiedere aiuto agli insegnanti.

Visti questi dati è evidente dunque che la figura dei genitori è molto importante, ed è altre sì importante che questi sappiano come reagire nel caso in cui il proprio figlio sia vittima di episodi di bullismo.

Per quanto possa sembrarvi scontato, il primo consiglio è analizzare il comportamento del proprio figlio per cercare di capire se questo stia subendo episodi di bullismo. Nonostante si sia già detto e scritto molto riguardo a questo fenomeno, molti genitori ignorano non tanto il fenomeno in sé, quanto che il proprio figlio ne sia vittima. In aggiunta, se è vero che il 65% dei ragazzi chiede aiuto ai genitori, è vero anche che in alcuni casi il bambino tende a chiudersi in sé stesso e a non comunicare il suo disagio.

Il primo passo dunque è cercare di capire se il bambino sta vivendo una situazione di disagio. Ma come fare? Putroppo non esiste un metodo scientifico che possa permettere a un genitore se il proprio figlio stia subendo episodi di bullismo. In generale gli esperti dicono che è possibile riscontrare dei segnali attraverso comportamenti e atteggiamenti diversi da quelli abituali. I cambiamenti più comuni che potrebbero rivelare che il proprio figlio è vittima di bullismo sono:

  • Improvviso calo del rendimento scolastico
  • Scarso interesse verso i propri coetanei
  • Atteggiamento di isolamento
  • Malesseri fisici di varia natura
  • Sonno agitato

Una volta che ci siamo accertati che effettivamente ci troviamo di fronte ad un problema di bullismo il secondo passo è sforzarsi di mantenere il dialogo aperto. Le vittime dei soprusi hanno la tendenza a chiudersi in sé stessi in quanto si vergognano del fatto di non avere la forza di reagire. È dunque molto importante ascoltarlo e far crescere la sua autostima. Ciò si può ottenere stimolando stimolando le sue qualità, incentivandolo a mantenere relazioni con i propri coetanei e insegnandogli ad esprimere la propria rabbia con costruttività.

Il terzo passo è informare la scuola e gli insegnanti di ciò che sta accadendo. Questo non solo perché gli insegnanti non sempre sono al corrente di ciò che sta accadendo dietro le loro spalle, ma anche per conoscere meglio la situazione del bullo e tentare un approccio più mirato. In generale il bullismo è un fenomeno che non tende a scoparire da solo anzi, tende ad autoalimentrasi.

Progetti contro il bullismo in Italia

Le iniziative per prevenire il fenomeno continuano a crescere da Nord da Sud. Per combattere il fenomeno del bullismo a Roma, il Municipio ha lanciato il progetto “Build future, stop bullyng” il cui scopo è prevenire episodi di bullismo soprattutto a danno di studenti più vulnerabili (disabili, poveri, minoranze etniche ecc.)

Amnesty International, che ha dichiarato il bullismo una violazione contro i diritti umani, ha recentemente lanciato il progetto "Stop Bullying! A human rights based approach to tackling discrimination in schools". A questa iniziativa hanno partecipato l'Istituto Marie Curie di Napoli, del Liceo Einstein di Torino e dell'Istituto di via di Saponara 150 di Roma.

Dal 1° Gennaio 2015 il Safe Internet Centre Italia ha lanciato il progetto Generazioni Connesse, coordinato dal MIUR, con lo scopo di promuovere strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, promuovendone un uso positivo e consapevole. Visitando il sito www.generazioniconnesse.it potrete trovare maggiori informazioni e un’area dedicata ai genitori ricca di informazioni relative al cyber bullismo.

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