Bulli a Cuneo. Parla il papà che ha presentato ricorso. I genitori della vittima: nessuno ci ha chiesto scusa

di Giulia Boffa
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I genitori della vittima dell'atto di bullismo durante la gita scolastica di una classe di un istituto di Cuneo hanno parlato al Corriere della Sera: "Quando ho letto che qualcuno difende i colpevoli ho provato un dolore immenso.

I genitori della vittima dell'atto di bullismo durante la gita scolastica di una classe di un istituto di Cuneo hanno parlato al Corriere della Sera: "Quando ho letto che qualcuno difende i colpevoli ho provato un dolore immenso. Il padre di un ragazzo dice che gli adulti non dovevano intervenire, che dovevano vedersela da soli – aggiungono -. È assurdo. Chi dice che è uno scherzo sa nulla. I video sono filmati raccapriccianti, che un genitore non dovrebbe vedere mai. Ma le scuse che non sono venute dagli altri genitori e dai ragazzi sono quello che fa più male".

Il ragazzino ha subito delle vere e propre vessazioni, come si vede dai filmati: ubriaco, è stato steso nella vasca da bagno, denudato, depilato, bagnato di urina, avvolto in carta igienica, bruciato con un accendino alle gambe, tra le risate sguaiate. ha ricevuto anche delle minacce da parte dei compagni:"Non devi dire nulla".

"Quelle sospensioni sono sacrosante – concludono i genitori del giovane vessato – sono il minimo. Ciò che ci fa più male sono le scuse mai arrivate".

A La Stampa ha parlato anche il papà che ha fatto ricorso contro la sospensione del figlio: "Non mi interessa vedere i video e non l’ho fatto. Ho saputo di quanto avvenuto nel viaggio di istruzione perché mio figlio ne ha parlato in casa. Ho fatto ricorso contro il provvedimento della scuola perché mi è sembrato che tutto sia stato ingigantito, strumentalizzato. Punendo anche chi non aveva fatto nulla.Come genitori siamo stati convocati dal liceo. Subito ho spiegato che non si doveva punire chi era nella camera d’albergo e non aveva fatto nulla. Credo che la sanzione sia stata data per coprire qualche manchevolezza e per evitare che i genitori del ragazzo maltrattato se la prendessero con lo stesso istituto. È come una sentenza di tribunale: ho fatto ricorso perché si deve poter avere la possibilità di eliminare o modificare una decisione, se questa è sbagliata"

Uno dei liceali è stato ritirato e iscritto in un istituto privato. Qualche madre e padre si è deciso a chiedere scusa alla vittima, ma non tutti.

La dirigente del Liceo  ha detto: "Sapevamo che dai genitori non sarebbero venuti applausi e complimenti, ma su un fatto del genere, sull’incapacità di capire la gravità dell’accaduto, non potevamo derogare. Stiamo ragionando anche con i docenti per formarli e avere strumenti idonei a leggere meglio la vita di questi ragazzi: sono famiglie normali, per bene, senza disagi alle spalle".

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