Bufera sul contratto integrativo d’istituto

di
ipsef

Dopo la nota dell’USR Veneto, pubblicata ieri sul nostro sito, con la quale si comunica ai dirigenti scolastici che la contrattazione di istituto, a seguito delle modifiche apportate da Brunetta, non riguardano più tutte le materie, escludendo "le determinazioni per l’organizzazione degli uffici", si è levato uno schudo difensivo da parte di alcuni sindacati.

Dopo la nota dell’USR Veneto, pubblicata ieri sul nostro sito, con la quale si comunica ai dirigenti scolastici che la contrattazione di istituto, a seguito delle modifiche apportate da Brunetta, non riguardano più tutte le materie, escludendo "le determinazioni per l’organizzazione degli uffici", si è levato uno schudo difensivo da parte di alcuni sindacati.

In particolare, le materie che, secondo l’USR Veneto non saranno più materia di contrattazione riguardano:

  1. le modalità di utilizzazione del personale docente inr elazione al POF e piano annuale
  2. le modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al piano delle attività formulato dal DSGA
  3. I criteri di assegnazione del personale alle sedi e pelssi; flessibilità dell’orario di lavoro; ritorni pomeridiani
  4. criterie modalità relativi a organizzazione del lavoro e articolazione dell’orario nonchè criteri per l’individuazione del perosnale da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto.

Dura la risposta della UIL che ritiene che "tale nota prefigura in modo del tutto arbitrario e illegittimo la non validità dei contratti sottoscritti tra i Dirigenti scolastici e le organizzazioni sindacali provinciali e le RSU"

Difatti i revisori dei conti, come sottolinea l’ANP, hanno mosso "rilievi- nell’ambito dei controlli da loro esercitati a norma dell’art. 40 bis del D.Lgs. n. 165 – nei confronti di ipotesi di accordo già sottoscritte ma non adeguate alla normativa vigente". Invitando le scuole ad "attivarsi al fine di adeguare l’accordo alla normativa vigente"

La nota dell’USR Veneto

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