Bucalo (FdI): bocciati emendamenti per mandare in pensione insegnanti e favorire ingresso precari

di redazione
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comunicato dell’On. Ella Bucalo –  “Tanto lavoro in commissione vanificato da una maggioranza sorda e cieca che ha bocciato emendamenti di fondamentale importanza per i lavoratori della scuola.

Sono sdegnata ma al contempo sempre più determinata ad andare avanti: le mie battaglie non si fermeranno”.

L’On. Ella Bucalo promotrice di diversi emendamenti in commissione lavoro, interviene per spiegare cosa è successo nella riunione fiume di ieri sera.

“Si parla tanto di rivoluzione informatica, di coding, ma come possiamo garantire ai nostri ragazzi un insegnamento al passo con i tempi se poi non abbassiamo l’età dei docenti, abbiamo i più vecchi d’Europa e soprattutto non li motiviamo adeguatamente, ricordo che sono quelli che guadagnano di meno rispetto agli altri colleghi del pubblico impiego. Inoltre, gli insegnati sono i lavoratori che soffrono più di tutti lo stress che spesso porta alla sindrome del burnout, patologia che procura ansia, esaurimento, panico, irritabilità ed altro ancora.

Proprio per questo motivo ho proposto due emendamenti che avrebbero permesso di superare le barriere costruite dalla <<Fornero>>, oppure di raggiungere quota 100 prescindendo dall’età anagrafica o contributiva, calcolando cioè esclusivamente la somma dei due indicatori. Come detto: bocciati!

Identica fine è toccata all’emendamento che riguardava il precariato storico.  La maggioranza in questo caso si è contraddetta poiché, al punto 22 del contratto di governo si impegna ad affrontare e risolvere il problema del lavoro precario.

Con la mia proposta chiedevo l’inserimento di una norma transitoria per eliminare proprio i contratti a termine. Ricordo che su questa materia la Corte di Cassazione ha già condannato il Miur per violazione della direttiva comunitaria. Quindi, il governo preferisce continuare a pagare cospicui risarcimenti, piuttosto che stabilizzare queste persone.

Spero – conclude la deputata di Fratelli d’Italia – che i prossimi emendamenti in discussione, abbiano migliore fortuna”.-

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