Brexit, Agenzia Erasmus+ Indire: “Nessun allarme su programma”

di redazione
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ROMA, 29 GIUGNO 2016 – «Non c’è automatismo tra Brexit e programma Erasmus+ ed è ingiustificato l’allarme sulla fine della cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito in tema di mobilità».

ROMA, 29 GIUGNO 2016 – «Non c’è automatismo tra Brexit e programma Erasmus+ ed è ingiustificato l’allarme sulla fine della cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito in tema di mobilità».

È quanto dichiara il Direttoredell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Flaminio Galli, che aggiunge: «Spiace per l’esito del referendum ma è importante rassicurare gli studenti e gli addetti ai lavori sul proseguimento delle attività in corso, comprese quelleapprovate nel quadro dell’Invito a presentare proposte 2016, che procederanno regolarmente fino alla scadenza prevista originariamente. Per gli anni a venire – prosegue Galli – dobbiamo essere fiduciosi perché Erasmus+ è unprogramma flessibile e articolato, non circoscritto ai soli paesi Ue, tant’è vero che partecipano a pieno diritto anche i paesi dello spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e quelli candidati (Turchia, Ex-RepubblicaJugoslava di Macedonia). Non dimentichiamo, inoltre, che è già possibile in ambito universitario la mobilità anche da e verso paesi extraeuropei. A livello politico – conclude il Direttore dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire -siamo molto fiduciosi che il Regno Unito e la Commissione trovino una strada per far sì che la mobilità di studenti e docenti e la cooperazione transnazionale continuino a essere un’opportunità concreta per l’Europa e per lo stessoRegno Unito. Naturalmente, sarà nostro compito diffondere tempestivamente ogni novità sul Programma che arriverà dalla Commissione europea».

ERASMUS+ UNIVERSITÀ: SCAMBI TRA ITALIA E REGNO UNITO – Dal 2007 al 2015, se si considera il numerostudenti che si muovono da e verso il Regno Unito nell’ambito di Erasmus+ per studio e per tirocinio, un dato interessante riguarda la mobilità degli studenti italiani verso il Regno Unito che è cresciuta dell’80%, con unincremento medio annuo dell’11%. Nel 2007 gli studenti italiani in partenza verso l’isola sono stati quasi 1500, mentre nel 2015 sono aumentati fino a quota 2695. Per quanto concerne la mobilità degli studenti per studio,tra i paesi di destinazione più gettonati, nel 2014/2015 il Regno Unito si pone al quarto posto, dopo Spagna, Francia e Germania. Invece, nell’ambito dei tirocini, dopo la Spagna, al secondo posto nella scelta si inserisconole aziende britanniche che ospitano 1.303 tirocinanti, con un incremento di oltre il 40% rispetto al 2013/2014. Osservando il dato relativo alla mobilità dei docenti per attività di insegnamento, in linea con quanto accadeper la mobilità degli studenti, tra i paesi di destinazione compaiono Spagna, Francia Germania, seguite dalla Polonia e dal Regno Unito. Rispetto alla mobilità per formazione, che coinvolge sia docenti che staff tecnicoamministrativo,si inserisce al terzo posto il Regno Unito tra le mete preferite dai nostri beneficiari. DATI

ERASMUS+ UNIVERSITÀ SUL REGNO UNITO – Secondo gli ultimi dati disponibili a livello europeosull’istruzione superiore (2013/2014), il Regno Unito è una delle mete preferite dagli studenti universitari europei nell’ambito del Programma Erasmus+. Lo stato britannico ha accolto dagli altri paesi UE 27.401studenti, a fronte di 15.610 giovani inglesi partiti per fare un’esperienza di mobilità all’estero. Sul totale degli studenti accolti nel Regno Unito, il 25% degli studenti Erasmus arrivati nelle università britanniche è francese,il 16% proviene dalla Germania, il 15,4% dalla Spagna e l’8,5% dall’Italia.
 

Ufficio Stampa INDIRE

 

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