Brexit, possibile addio anche all’Erasmus: scoppia la polemica

Emendamento bocciato, si attende la decisione dei Comuni. Molte le reazioni di protesta da parte degli studenti britannici. “Una pagina triste” dice Matteo Renzi.

Non appena sarà in vigore la Brexit, il Regno Unito sarà escluso anche dall’Erasmus. La decisione del neo governo britannico è stata accolta da un fiume di polemiche.

Da Downing Street cercano di far calmare le acque, informa La7, spiegando che si tratta di “un fatto tecnico legato alla formulazione della legge di recesso e che la questione Erasmus verrà affrontata più avanti nella sede appropriata“. “Il voto di ieri sera non significa che la Gran Bretagna lascerà per sempre Eramsus+ dopo l’uscita dall’Unione europea – ha precisato su Twitter il sottosegretario all’Istruzione e l’università britannico Chris Skidmore  – La partecipazione del Regno Unito ad Erasmus+ farà parte dei nostri negoziati futuri con l’Unione europea. Diamo grande valore agli scambi internazionali tra studenti“.

E reazioni negative arrivano anche dall’Italia. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, scrive su Twitter: “Dicendo addio all’Erasmus il Regno Unito scrive una pagina triste non solo per gli studenti europei. A maggior ragione adesso l’Unione Europea ha il dovere di investire sull’educazione, sulla conoscenza e sulle nuove generazioni“.

L’Europa più unita che esiste è l’Erasmus, che ha permesso a intere generazioni di giovani europei di conoscere altre realtà, culture e lingue e di diventare profondamente europei. L’addio del Regno Unito all’Erasmus danneggerà soprattutto gli studenti britannici, con un antipasto dell’isolamento e della riduzione di opportunità e libertà rappresentato dalla Brexit” afferma invece Piercamillo Falasca (+Europa).

L’intervento di Ascani e De Cristofaro

Anna Ascani, vice ministra Miur, su Facebook scrive: “La Camera dei Comuni del Regno Unito ha ufficialmente detto no alla prosecuzione certa del programma Erasmus+. Una decisione che, se applicata, sarebbe davvero miope e priverebbe le future generazioni di esperienze formative importanti. Chiudere qualsiasi confronto, persino quello tra giovani studenti di diverse nazionalità, sarebbe un passo indietro clamoroso, che ci riporterebbe al passato. E sarebbe triste se questo avvenisse in un momento in cui, in Europa, ma direi anche nel mondo, c’è bisogno di più coesione, di più dialogo, di più solidarietà, di più fiducia, anche tra diversi Stati. In oltre 30 anni di vita questo progetto è cresciuto molto, diventando uno dei programmi di maggior successo dell’Unione Europea. Ha dato a 9 milioni di persone l’opportunità di studiare, formarsi e acquisire esperienza professionale all’estero. Chi ha fatto l’Erasmus conosce la bellezza che proviene dall’incontro con ragazze e ragazzi di altri Paesi e porta con sé quella esperienza come una delle più formative della vita. Abbandonare l’Erasmus vorrebbe dire, per il Regno Unito, isolarsi dal resto d’Europa, non solo dal punto di vista politico, ma anche e soprattutto culturale e umano. Per questo, mi auguro che ci ripensi“.

E’ triste pensare che tra gli effetti della Brexit ci sarà  anche l’intenzione di privare i giovani inglesi della possibilità di studiare, lavorare e/o fare esperienze e volontariato all’estero.  Ma davvero il Regno Unito arriverà a sacrificare il programma Erasmus+ sull’altare del sovranismo?” afferma il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro.
Ancora più triste sarebbe se, come sottolineano in molti in queste ore,- prosegue il sottosegretario di Leu – il futuro e le opportunità di scambio e crescita personale e culturale che l’Erasmus+ rappresenta per le giovani generazioni, fossero  intese dai conservatori inglesi come “semplice” merce di contrattazione con l’UE”.
I ragazzi e le ragazze dell’Europa – conclude De Cristofaro – non si meritano tutto questo”.

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