Il branco digitale ed il rinnovo del contratto. Lettera

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Inviato da Biagio Biancardi – Il rinnovo del contratto sta entrando in una fase decisiva. A dicembre avremo un momento importantissimo e delicato per concludere la trattativa. Un work in progress.

I sindacati più rappresentativi: FLC, CISL SCUOLA e UIL SCUOLA hanno nel novembre 2016 siglato un’intesa con il governo che adesso va realizzata e rafforzata: ovvero ridare centralità alla contrattazione ed al contratto rispetto alla legge, ed in particolare al Dlg. 150 2009 ed alla 107 2015. Il rinnovo riguarderà gli anni 2016-17-18 con i relativi arretrati riferiti al biennio 2016-17, per poi passare al rinnovo del triennio 2019-20-21. Un percorso lineare a fronte di un contratto da lungo tempo bloccato e sterilizzato.

I ruoli e le parti sono ben definite. Ma invece ci sono dei gruppi sul web il <<c.d. branco digitale>> che con fake news, cercano di indebolire il sindacato invece di fare pressione sul governo affinché aumenti le risorse per il rinnovo contrattuale. Una posizione assurda, inspiegabile che nulla ha a che vedere con il sacrosanto diritto alla critica, ma rappresenta un attacco astioso, preventivo con la “bava alla bocca” che lascia sbigottiti. Addirittura anche lo sciopero, sacrosanto diritto dei lavoratori, sancito dalla nostra costituzione, li infastidisce, li disturba, interferisce con la loro pace salottiera (sono molto pigri e nichilisti).

Ma anche il diritto all’assemblea dei lavoratori è vista con diffidenza e si propone di relegarla in orari pomeridiani o serali per non sottrarre ore alla didattica. Per loro il lavoratore è una “monade” senza porte e finestre e che può comunicare con gli altri solo via Web. Perché la loro cervellotica azione politico-sindacale si riduce al “ticchettio su una tastiera”. Sono affetti da bulimia da social ed anoressia di pensiero. Sono dogmatici ed intolleranti verso chi la pensa in modo diverso da loro. Sono quelli che Lenin in un suo saggio del 1920 definiva “opportunisti piccoli borghesi”. Ma perchè codesti personaggetti hanno tanto astio verso i sindacati, per loro sempre: venduti, corrotti e furbetti. Sono delle gogoliane “anime morte”. Colleghi completamente passivi, amorfi, rassegnati e timidi, che nelle loro scuole brillano per la completa passività. Poi a casa, nel loro studiolo di radica sempre lucida, si trasformano hanno una metamorfosi e diventano “leoni” in preda ad un furore iconoclasta verso tutti e tutti.

Però hanno poi chiarito la loro posizione: no alla firma del contratto -rimandando tutto al dopo elezioni- dove in caso di vittoria del partito del comico genovese avremmo tanti soldi per il rinnovo. Una favoletta che fa ridere e frutto di un totale scollamento di questi personaggi dalla realtà della loro evidente cecità politica da anime belle. Infine emerge il retro-pensiero di codesti benpensanti: cavalcare il populismo salviniano e grillino per ritagliarsi uno spazio sindacale, creando un sindacato bonsai e corporativo (per Lor Signori gli ata non esistono). Un progetto risibile, ma che va conosciuto ed isolato.
Chi rompe l’unità dei lavoratori e dei loro rappresentanti, fa danno agli altri ed a se stesso.

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