Bozza ordinanza valutazione studenti, Sasso (Lega): promuovere chi non lo merita è dannoso per tutti

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Nota dell’On. Rossano Sasso, membro della Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei Deputati, su bozze ordinanza ministeriale valutazione studenti.

“Ho letto la bozza del Ministero dell’ Istruzione sulla valutazione degli alunni.
All’ art. 3 si legge testualmente ” gli alunni saranno ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a sei decimi, in una o più discipline”.

A me l’idea di promuovere tutti, anche in presenza di insufficienze, non piace.
Non lo ritengo un buon segnale, un buon esempio.
Sarò legato alla pedagogia del 900, ma il valore di un No, di una bocciatura, di un segnale che se sbagli non ti andrà tutto bene, secondo me è deve essere ancora valido.

Almeno lì, dove si ha a che fare con il capitale più importante, quello che la psicologia dell’età evolutiva ha definito il “capitale invisibile”, cioè i nostri ragazzi, i nostri studenti, dobbiamo provare ad incentivare il merito. Almeno lì, dove si educa il nostro futuro.

Ho ricevuto dagli insegnanti tanti messaggi, ne riporto qui solo due, che rendono l’idea:
“A volte una promozione può fare del male. Chi deve recuperare un intero anno non avrà la possibilità di farlo. Queste sono infatti delle grosse problematiche emerse durante i consigli di classe. Personalmente non so più che dire. I ragazzi, inoltre, dopo aver ricevuto il messaggio riguardo la promozione hanno smesso di lavorare come prima e addirittura alcuni non fanno più nulla. Sono dispiaciuta per loro, tantissimo. Una rovina incredibile”. E ancora: “La scuola deve formare alla vita, oltre a fornire adeguate conoscenze e competenze, non è con una promozione, anche in presenza di scarso rendimento, che si ottiene questo”.

Il Ministero dell’Istruzione quasi si giustifica negli articoli successivi della bozza, paventando un piano di recupero per gli studenti promossi senza merito, come se per i docenti fosse possibile far recuperare in pochi giorni le lacune di un anno.

Va bene la comprensione, soprattutto in un periodo come questo, difficile ed angosciante per i ragazzi, ma penso che porre dei limiti sia giusto. Ammettere alla classe successiva chi non ha le basi, non aiuterà lo studente.
Chi vuole bene ad un proprio figliolo, sa che deve saper dirgli di no, quando sbaglia. Per aiutarlo a crescere, per insegnare a fare di meglio, ad impegnarsi, a meritarsi ogni conquista.

Se chi guida l’istruzione e la formazione in Italia omette la trasmissione di questi valori, sbaglia.
Per evitare che dalla sedicente “buona scuola” di Renzi, si passi alla “cattiva scuola”, suggerisco al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di rivedere le sue decisioni ed andarsi a rileggere ciò che il celebre filosofo e pedagogista americano John Dewey scrisse in “Democrazia ed educazione”:” Quel che i genitori migliori e più saggi desiderano per i propri figli, la comunità lo deve desiderare per i propri ragazzi”.

E così come non è saggio quel genitore che vizia i propri figli, allo stesso modo non lo è una società che non abitua i cittadini al senso di responsabilità”.

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