Bortoletto (presidi Andis): attenti a dispersione scolastica e sicurezza scuole. Mascherine? Col caldo situazione pesante, ma rispettiamo le regole [INTERVISTA]

Paola Bortoletto, eletta presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici, durante l’undicesimo congresso dell’Andis a Pimonte (Napoli) del 12-14 maggio. La neo presidente spiega a Orizzonte Scuola le priorità e i programmi dei presidi Andis.

C’è una continuità nel lavoro, ma con un’attenzione particolare alle priorità che emergono dalla realtà della scuola. Siamo attenti al Pnrr, a vigilare affinché ci sia almeno un’interlocuzione con il Ministero e i decisori politici. La settimana scorsa siamo stati auditi in Senato per mettere in luce i chiaro-scuri del decreto legge 36.
Dobbiamo lavorare tutti insieme, siamo più di mille, abbiamo una rete organizzativa e comunicativa importante che mi permetterà di dare l’idea collettiva, che non sia solo la mia.
Tra i temi l’idea dell’Osservatorio permanente sull’inclusione e la dispersione scolastica. E’ un tema che va avanti da 20 anni. In questo momento bisogna tenere sotto controllo la situazione e avere una visione più complessiva attraverso un confronto e la possibilità di uno scambio di buone pratiche. L’Associazione deve fare da collante e dare delle possibilità. Continuiamo a sostenere i colleghi nelle necessità quotidiane anche attraverso la formazione.

Per ciò che riguarda il Pnrr, a cosa prestate particolare attenzione?

Attenzione agli ambienti innovativi perché non siano limitati. Bellissimo avere 216 scuole nuove, però ci sono 40 mila edifici che vanno tenuti sotto controllo. Perché allora non dare dei fondi che siano strutturali e non siano soltanto a progetto? Abbiamo sempre battagliato sulla sicurezza delle scuole. Ci sono un’infinità di istituti che non sono sicuri. Chiediamo un’attenzione su tutte le scuole.
Pensiamo poi al sistema 0-6, grande investimento anche dal punto di vista dei documenti, derivanti dal decreto 65 sulle linee pedagogiche. Questi bisogna riempirli, non possiamo lasciarli così, che non trovano rispondenza perché i comuni non riescono a mantenere nel tempo delle costruzioni all’avanguardia.
Si andrebbe così a combattere anche la dispersione scolastica, partendo proprio dai più piccolini, dando loro la possibilità di crescere e apprendere, evitando l’abbandono quando sono più grandi.
Tutte le riforme che il Pnrr metterà in campo, non dovranno rimanere lettera vuota.

Si è discusso attorno al decreto legge 36, qual è la vostra posizione rispetto alla formazione dei docenti?

Abbiamo sempre valorizzato la formazione dei docenti. Se formiamo i docenti, diamo loro degli strumenti non solo di tipo disciplinare, ma anche di tipo metodologico, didattico, pedagogico, quelli fondanti per stare con i bambini e i ragazzi. L’idea che ci sia una formazione iniziale con un percorso ben strutturato per noi è importante. Tutto in collaborazione con l’università e il protagonismo delle scuole durante il tirocinio.

E sul reclutamento dei futuri insegnanti?

Riteniamo che debba esserci una programmazione pluriennale dei concorsi. Ci sono state decine di norme sul reclutamento con tanti cambiamenti.
C’è bisogno di una formazione continua e strutturata. Non può essere facoltativa. In questo le scuole, le associazioni e le università devono lavorare insieme. Ci saranno poi ordinanze che definiranno meglio i vari punti su questo.

Si è riaperta la questione mascherine classe, c’è chi chiede di togliere l’obbligo in questi ultimi giorni di scuola. Cosa ne pensa?

Quando arriva il caldo la situazione è più pesante per tutti. Ora molti usano la mascherina chirurgica. Dieci giorni non cambiano la situazione, anche perché la norma ci dà un’indicazione precisa e siamo rispettosi delle regole. Capiamo le necessità delle famiglie, però possiamo anche dire che i più piccoli si adattano facilmente.

Guardando al prossimo anno scolastico e ripensando a questi ultimi due, sicuramente tosti per voi dirigenti, cosa auspicate?

E’ stato un continuo cambiamento e adattamento, dal sabato al lunedì. Dovremo vedere cosa succede in autunno e quale sarà il quadro epidemiologico. La speranza è che si possa tornare alla tranquillità. A scuola, rispetto alle regole anti Covid, c’è comunque oramai una certa quotidianità.
E qui torna il tema dell’edilizia: la necessità dell’areazione delle scuole e che abbiano gli strumenti per farlo. Questo anche per la contraddizione di fondo per cui la scuola è gestita dal dirigente e dal Ministero ma le scuole sono di proprietà degli Enti locali. E’ sempre difficile mettere insieme le due cose.