Boom di verifiche e interrogazioni. Gli studenti: “Era meglio la Dad”. E i maturandi temono per l’esame di giugno: “Non abbiamo tempo per prepararci”

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In questa ultima volata di un anno scolastico martellato, ancora una volta, dall’emergenza covid, le verifiche e le interrogazioni sembrano essere le vere protagoniste. Con il ritorno in classe definitivo anche per le superiori, sembra che gli insegnanti vogliano a tutti i costi rimediare alle difficoltà di verifica avuta con la Dad. 

Prima di sentire cosa hanno da dire gli studenti, ricordiamo che la corsa ai compiti in classe e alle interrogazioni di fine anno è stata confermata da una stessa docente: “Molti colleghi, presi dal programma da seguire a tutti costi, appena rientrati in presenza hanno iniziato a fissare interrogazioni e verifiche a raffica”, scrive la docente che poi porta alla luce un caso concreto: “Ieri entro in una mia classe: per la lezione successiva avevamo la verifica (fissata da tre settimane). I ragazzi mi implorano di non farla. “Perché?” chiedo. “Prof questa settimana abbiamo otto verifiche (!!!) senza contare le interrogazioni”. Guardo in agenda sul registro elettronico, è vero… resto agghiacciata. E comincia uno sfogo a valanga”.

Gli studenti: era meglio la Dad

Ma veniamo agli studenti: secondo una indagine a cui hanno partecipato oltre 17.000 giovani, la redazione di Studenti.it ha chiesto ai ragazzi come si stanno svolgendo le ultime settimane di scuola e, dalle risposte, è emersa una situazione di stress e disagio: “era meglio rimanere in dad“.

Per l’84% degli studenti il numero delle verifiche di queste ultime settimane di scuola sarebbe maggiore rispetto agli anni precedenti. Solo il 16% sta vivendo una situazione nella media rispetto agli anni scorsi. E allora la paura cresce: per il 61% degli intervistati la conseguenza di questa situazione è che ci saranno molti più bocciati e rimandati rispetto agli scorsi anni perché “non si possono valutare due anni di dad con strumenti tradizionali“, mentre per il 40% non ci saranno particolari conseguenze e sarà tutto in linea rispetto agli anni precedenti.
I ragazzi sottolineano che dopo le ultime verifiche in presenza i voti sono peggiorati per il 27% degli studenti e molto peggiorati per il 9%. Sta andando meglio il 19% degli intervistati mentre ha voti nella media il restante 45%.

Preoccupato chi deve sostenere la maturità

Ma a preoccuparsi sono soprattuto i maturandi: quasi 2 su 5 non stanno facendo simulazioni del maxi orale, 1 su 3 non ha neanche iniziato a scrivere l’elaborato. Solo un terzo ha già completato il Curriculum dello studente, il 55% ha difficoltà a trovare professori che rispondano ai dubbi sull’esame. Forse perché questi ultimi sono concentrati soprattutto sul recupero di compiti in classe e interrogazioni. E’ quanto emerge da una breve indagine di Skuola.net, che evidenzia come 6 studenti su 10, lamentino il fatto che i propri insegnanti si stanno concentrando più sulle valutazioni che sul sostegno alla preparazione della prova di giugno.

Il 65% dei maturandi intervenuti ritiene la mole di verifiche “eccessiva”, un altro 23%fattibile ma senza dubbio intensa”. A quanto pare solo 3 studenti su 4 stanno riuscendo a ritagliarsi del tempo per ripassare i materiali per l’esame; gli altri sono invece costretti a studiare per recuperare qualche insufficienza di troppo (13%), se non addirittura per tentare di evitare di non essere ammessi alla prova finale (10%).

Il Ministero ha detto: “Si può bocciare, ma…”

Insomma, da un lato gli insegnanti che vorrebbero valutare in modo il più possibile veritiero gli studenti dopo mesi di Dad a singhiozzo. Ma dall’altro lato ci sono studenti in difficoltà che non riescono a stare dietro a tante verifiche in così poche settimane. La nota ministeriale sugli scrutini ha chiarito che quest’anno si potrà essere bocciati, anche se Viale Trastevere ha invitato i docenti a tenere presente la situazione epidemiologica che ha influito pesantemente su questo anno scolastico.

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