Boom di ricorsi al Tar contro le bocciature. Genitori chiedono 700mila euro alla scuola come risarcimento: i giudici dicono no

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Mio figlio è bocciato? Allora faccio ricorso al Tar. Fenomeno in crescita quello dei ricorsi alla giustizia per contestare le bocciature e i voti in pagella dei figli.

Soltanto nel mese di settembre, riferito al Tar di Lecce, sono ben 10 le sentenze in seguito a giudizi intentati contro le decisioni dei docenti. In tutti i casi, riferisce il Quotidiano di Puglia, a vincere, però, sono le scuole.

Genitori chiedono 700mila euro alla scuola

Il giornale locale passa in rassegna le varie cause. Ce n’è per tutti i gusti: c’è il caso del genitore che contesta la bocciatura sostenendo che le insufficienze riportate in alcune materie non sono gravi. In un altro caso, la bocciatura di un alunno di un liceo classico è contestata perché le verifiche non sono state ravvicinate e dunque lo studente ha dovuto prepararsi su porzioni più ampie di programmi. C’è chi lamenta la mancata comunicazione della non ammissione all’esame di Stato. C’è chi ha accusato la scuola della mancanza delle firme del presidente e del segretario sul verbale che attesta la bocciatura. In un altro caso, invece, si è arrivati perfino a chiedere un maxi risarcimento, 700mila euro.

In tutti i casi, però, sono le scuole ad aver vinto il ricorso.

Maggiore insofferenza dei genitori

L’alto numero di ricorsi è un chiaro segnale dell’insofferenza da parte dei genitori nei confronti delle decisioni degli insegnanti. Non deve sorprendere, dunque, la battuta di Roberto Vecchioni al Congresso della Uil Scuola (“Se venissero meno i genitori a scuola ci sarebbe meno sfacelo, secondo me”). Diventa importante, dunque, istaurare fin da subito un proficuo rapporto tra la scuola e le famiglie. Capita sempre più spesso che i genitori pensino di dover difendere e proteggere i figli a tutti i costi. La scuola, però, non deve rappresentare un nemico da cui difendersi e anche una bocciatura può servire nel processo di crescita.

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