Boom di precari, D’Aprile (Uil Scuola Rua): “I concorsi non sono serviti. Per stabilizzare 250mila precari basterebbero 180 milioni di euro”

WhatsApp
Telegram

“La mole di precariato nella scuola, unica nel settore pubblico, è la testimonianza che tutte le procedure di reclutamento e i mancati investimenti attuati fino ad oggi hanno raddoppiato il personale a tempo”.

Lo spiega Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola Rua al fattoquotidiano.it. Proprio nei giorni scorsi il sindacato ha pubblicato un dossier sul precariato dei docenti e del personale ATA, evidenziando numeri sempre in crescita.

I numeri lo dimostrano. Le tornate concorsuali distribuite negli anni non sono servite a rendere stabile il lavoro che si fa a scuola”, aggiunge.

Per il personale docente di ruolo – prosegue il sindacalista – il segno più appare nel 2017 (+0,92%), nel 2021 (+0,49%) e nel 2022 (+1,46%). Anni nei quali sono stati immessi in ruolo rispettivamente 6.720, 3.374 e 10.209 insegnanti. Ciononostante, il dato sulla precarietà relativo al 2023 mostra un +4,28%. Emerge – sottolinea D’Aprile – un quadro complessivo nel quale, anche quando ci sono concorsi, i meccanismi di reclutamento sono inadeguati. Un sistema rigido che riproduce lavoro precario”.

Quale soluzione propone la Uil Scuola Rua? “Per stabilizzare 250mila precari basterebbero 180 milioni di euro, con un costo per unità di personale di 716,12 euro, cifre ancora valide calcolate in uno studio della Uil di fine 2022. La situazione è insostenibile se si pensa che già l’Italia è sottoposta a procedura di infrazione, da parte dell’Unione europea, per la reiterazione dei contratti a termine che causano un licenziamento di massa a giugno con riassunzione a settembre. Il tutto a danno delle famiglie e della continuità didattica degli alunni. 250.000 persone, prima che precari, che assolvono al proprio compito con dovere e professionalità, facendo funzionare la scuola tutti i giorni e che puntualmente scompaiono dai radar della politica i cui riflettori si riaccendono improvvisamente in campagna elettorale”.

La via maestra è rappresentata dagli investimenti – conclude D’Aprile – . La strada giusta non è tagliare le risorse per far quadrare i conti del bilancio, ma investire sulla scuola per garantire stabilità al personale interessato. Solo così si potrà risolvere questa criticità. Un cambio di rotta che deve partire dalla consapevolezza che, senza la stabilizzazione del personale, si pregiudica la qualità della scuola e inevitabilmente le sorti delle nuove generazioni e, quindi, di questo paese”.

WhatsApp
Telegram

TFA sostegno IX ciclo. Segui un metodo vincente. Non perderti la lezione in sincrono a cura della Dott.ssa Evelina Chiocca sul Pei