Boom contagi, la Francia torna alle mascherine a scuola. Anief: Italia a rischio, errore è non avere confermato il distanziamento obbligatorio senza sdoppiare le classi

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Mentre si discute sul nuovo protocollo per la scuola, con la didattica a distanza prevista d’ora in poi per tutti gli alunni di una classe solo se si verificano almeno tre contagi da Covid19, tornano a salire i numeri di chi ha contratto il virus.

In Francia, il portavoce del governo ha annunciato che la situazione è in peggioramento e in ben 39 dipartimenti gli alunni dovranno tornare a indossare le mascherine “ovviamente per motivi di sicurezza sanitaria”. In Germania, il presidente dell’Istituto Koch, Lothar Wieler, ha parlato di “numeri preoccupanti”: i morti sono saliti a 194, solo una settimana fa erano 114, con il portavoce della cancelliera Angela Merkel che ha annunciato “l’esecutivo favorevole a un rafforzamento delle regole”.

“Anche in Italia c’è un sostanziale aumento di casi da Covid19, solo che quelli delle scuole continuano volutamente a non essere diffusi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –: è assodato, comunque, che la politica del ritorno in classe senza distanziamento sta producendo quella recrudescenza di casi che avevamo annunciato solo noi e pochi altri. Fare cadere la distanza minima di un metro tra gli alunni, mantenendo gli stessi locali scolastici e senza sdoppiare il numero degli allievi presenti, ci sta portando dove temevamo. Avere imposto l’illegittimo e discriminante Green Pass, che noi continuiamo a contrastare nei tribunali, è stato solo uno specchietto per le allodole: tutta l’attenzione mediatica si è spostata sul possesso del certificato verde, senza riflettere sul fatto che su dieci milioni di individui presenti a scuola, ben oltre la metà, considerando soprattutto tutti gli alunni fino 12 anni, non si sarebbero mai potuti vaccinare”.

“La verità è che all’estero sono ripartiti con la didattica in presenza predisponendo misure organizzative poco rigorose, come in Francia, dove si è tornati a lezione senza nemmeno l’obbligo di indossare la mascherina, adesso devono correre ai ripari. Speriamo di sbagliarci, ma – conclude Pacifico – con l’arrivo del freddo secondo noi sono alte le possibilità che anche l’Italia si ritrovi ad essere costretta ad una stretta sulle condizioni di svolgimento delle lezioni a scuola”.

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