Bonus psicologo, Crepet contro Fedez: “Faccia un passo indietro e lasci parlare chi ne sa di più. Cause del disagio vanno cercate in famiglia”

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L’intervento di Fedez a “Che Tempo Che Fa”, in cui il rapper ha affrontato tematiche legate alla salute mentale, ha suscitato molte reazioni.

Una tra le più significative è quella di Paolo Crepet, noto psichiatra, sociologo e scrittore, che ha voluto commentare, in un’intervista a La Stampa, le parole del cantante, sottolineando l’importanza del tema, ma anche alcune criticità nella sua presentazione.

Se da un lato la sollecitazione al governo per il varo dei decreti attuativi del Bonus Psicologo ha trovato eco nella petizione online promossa dalla Fondazione Fedez, dall’altro Crepet evidenzia come non si possa ridurre il discorso sulla salute mentale alle sole posizioni di Fedez. “Avrebbe forse dovuto chiedere il parere di chi può effettivamente affrontare questi temi”, afferma Crepet, ribadendo che la salute mentale è una tematica delicata che merita un approccio consapevole.

La centralità del disagio psicologico tra i giovani, in un contesto di incertezze politiche e sociali, emerge con forza dalle parole di Crepet. Secondo lui, la recente ondata di disturbi mentali tra i giovani non è un dato epidemiologico, ma piuttosto il risultato di un’educazione che, a volte, rende fragili. Questi giovani manifestano segnali di malessere che spesso vengono ignorati o sottovalutati. Crepet sottolinea come sia fondamentale per i genitori riconoscere tali segnali e intervenire tempestivamente.

Per Crepet, prima di proporre soluzioni come lo sportello psicologico, è essenziale identificare le cause reali del disagio. E questo richiede professionisti qualificati. “Come viene effettuata la valutazione di questi ‘professionisti’? Si tratta di un lavoro estremamente complesso”, afferma Crepet, evidenziando che è fondamentale garantire le competenze di chi si occupa dei giovani.

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