Bonus premiale per la valorizzazione del merito personale docente 2020/2021, sì o no: alcune bozze di circolari e modelli di domanda

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La legge di bilancio per il 2020 – la n. 160/2019 – ha previsto infatti (art. 1, c. 249) che “le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107 [si tratta proprio delle risorse per il bonus premiale], già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione”.

Il Chiarimento di ANP

Questo dimostra – sottolinea ANP che non ha alcun dubbio al riguardo – “che la legge 107/2015 è pienamente in vigore. Se così non fosse, le risorse “di cui all’articolo 1, comma 126” (quelle da utilizzarsi per il bonus premiale dei docenti) non rientrerebbero nel Fondo per il MOF e non avrebbe senso la citata disposizione della legge 160/2019. Quest’ultima priva le risorse del doppio vincolo di destinazione originario – obbligo di remunerare solo i docenti e solo per ragioni di premialità – e dunque presuppone e ribadisce la sussistenza di quelle risorse, derivante dalla legge 107/2015. La legge 107/2015, dunque, è pienamente vigente così come lo è anche l’istituto del ‘bonus premiale’ il cui compenso grava sul fondo per il salario accessorio dell’istituto. Così come il Comitato di valutazione continua ad esercitare tutte le competenze previste dall’art. 11 del d.lgs. 297/1994”.

Dunque, cosa è cambiato con la citata legge 160/2019? Premesso che nulla può essere eccepito, neppure dal punto di vista organizzativo gestionale, a quei dirigente che hanno previsto di valorizzare i docenti e il personale ATA non servendosi più del citato bonus, rientrando la scelta, condivisa con le RSU, una operazione comunque indirizzata a promuovere una scuola di qualità e una scuola attenta ai bisogni del territorio e della comunità.

Cosa cambia con la citata legge 160/2019

Scrive Antonello Giannelli, presidente ANP che proprio a decorrere da questo anno scolastico tali risorse che precedentemente, nonostante fossero state comprese nel Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa della scuola italiana, proprio in ragione dell’art. 40 del Contratto Collettivo Nazionale comparto istruzione e ricerca 2016-2018, rimanevano sicuramente indirizzate alla distribuzione del ‘bonus’, perdono certamente quello che era indubbiamente il nativo vincolo di finalità: Difatti scrive Giannelli !esse confluiscono nel fondo per il pagamento del salario accessorio della singola scuola che sarà ripartito, secondo quanto deciso in contrattazione d’istituto (CCNL 2016-2018, art. 22, c. 4, lett. c 2 “criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo d’istituto”), tra quota per il riconoscimento delle attività aggiuntive dei docenti e quota per il riconoscimento delle attività aggiuntive del personale ATA.

Le risorse attribuite grazie alla legge 107/2015 potranno essere impegnate per retribuire gli impegni aggiuntivi del personale docente e quelli del personale ATA nonché tutti gli apporti messi in atto per la realizzazione del PTOF e per il raggiungimento degli obiettivi del RAV.

Il bonus premiale, pertanto, continua ad essere per il dirigente una leva di sviluppo e di miglioramento. La precisa quantificazione delle risorse per attribuire il bonus ai docenti (non più solo quelli di ruolo ma anche quelli a tempo determinato, con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche) va ora pattuita in sede di tavolo contrattuale dove, del resto, vanno formulati anche i criteri generali per la determinazione dei compensi (art. 22, c. 4, lett. c4 del CCNL 2016-2018)”.

Il ruolo del dirigente scolastico e la proposta di contratto integrativo

In questa prospettiva, la funzione del DS è importantissima in quanto, come specifica l’Associazione Nazionale Preside, attraverso questa nota interpretativa del suo Presidente prof. Giannelli “la proposta di contratto integrativo può – anzi deve – prevedere una quota di risorse, a valere sui finanziamenti non vincolati del fondo per il MOF, coerente con gli obiettivi della scuola. L’entità della proposta che il dirigente, garante della gestione unitaria della scuola, è chiamato a presentare alla parte sindacale rivelerà quanto il dirigente stesso crede nell’importanza del riconoscimento del merito dei docenti quale leva per il miglioramento della comunità professionale”.

Le fasi gestionali del bonus

Come gestire il bonus premiale? Chi deve fare cosa? Cosa cambia? Quale ruolo ha il dirigente scolastico in tale gestione. Ancora una volta è ANP ha suggerire cosa fare nella nota del 14 ottobre 2020 proprio a firma del prof. Antonello Giannelli Presidente nazionale ANP. Si legge:

Le fasi gestionali del bonus sono dunque le seguenti:

  • le risorse sono attribuite alle scuole (Nota MI 23072/2020 per assegnazione 4/12 e comunicazione 8/12)
  • il dirigente adotta l’atto di costituzione del fondo per il MOF in cui confluiscono sia le risorse con vincolo di finalizzazione (ad es. quelle per le funzioni strumentali) sia quelle senza vincolo di finalizzazione (ad es. quelle ex art. 1, c. 126 della legge 107/2015)
  • il tavolo trova l’accordo sulla definizione dei “criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo d’istituto” (CCNL 2016-2018 art. 22 c. 4 lett. c2)
  • il dirigente sottopone alla parte sindacale la sua proposta contrattuale, impegnando una quota delle risorse destinate ai docenti per la valorizzazione degli stessi ex art. 1 cc. 126-128 della legge 107/2015 e art. 22 c. 4 del CCNL del comparto istruzione e ricerca 2016-2018
  • il dirigente mantiene, durante la negoziazione, la sua proposta di individuare una quota di risorse per riconoscere il bonus premiale ai docenti individuati sulla base dei criteri formulati dal Comitato di valutazione.

In conclusione, il bonus premiale continua a essere, per i dirigenti delle scuole e per molti docenti, un’imperdibile opportunità per riconoscere il merito di chi si spende di più e meglio”.
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La valorizzazione del merito e il miglioramento della qualità dell’offerta formativa

La ricerca condotta in ambito nazionale e internazionale, anche dalla CISL, conferma che la valorizzazione del merito può essere un efficace strumento di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, a condizione che su di essa vi sia piena consapevolezza e condivisione da parte della comunità professionale, che se ne riconoscano le motivazioni e le modalità, che ne siano resi espliciti i presupposti e gli scenari, le motivazioni e gli intenti, le ragioni delle scelte. Questi aspetti dovrebbero trovare accoglienza nello sviluppo delle modalità procedurali e nelle scelte da realizzare per la selezione dei criteri. Occorre inoltre tener conto della situazione attuale, che vede le scuole attivarsi con notevole ritardo, in un clima di sostanziale incertezza e possibile tensione.

La condivisa progettazione

È necessario o, meglio, sarebbe necessario però avviare processi di condivisa progettazione perché vi sia coerenza tra piani progettuali, linee di sviluppo dell’istituzione scolastica e riconoscimento del merito. La C.M. 1804/2016, seppure in modo piuttosto generico e lacunoso, sottolinea che occorre attivare il “coinvolgimento della comunità scolastica nel suo complesso”. Raccomanda anche di tenere in dovuta considerazione tutti i docenti della dotazione organica, di tutti i gradi di istruzione, di tutti gli indirizzi scolastici. Specifica inoltre che non vi deve essere una generica distribuzione del fondo allargata a tutti ma neppure una destinazione ad un numero troppo esiguo di docenti.

Appunti per un percorso partecipato

La Cisl individua e propone alcune fasi che dovrebbero marcare la procedura di identificazione dei criteri e di assegnazione del bonus, anche, eventualmente, in modifica di quelli precedenti assunti.

Criteri che, solitamente, si trasformano in munifici per chi ruota attorno alla dirigenza e non già, come si dovrebbe, a chi fa la differenza, nella scuola italiana.

  • Il Collegio dei docenti definisce il punto di vista della comunità professionale, sulla base della cultura d’istituto e della elaborazione dei documenti progettuali;
  • Il Collegio dei docenti e il Consiglio di istituto, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla scelta dei membri del Comitato di Valutazione (CdV) mediante elezione (o altra modalità indicata nel Regolamento di Istituto, nel rispetto delle norme generali e dei criteri di democraticità e trasparenza);
  • Il Collegio dei docenti condivide analisi sugli aspetti e impegni da valorizzare. Formula, anche mediante un gruppo di lavoro, proposte al CdV per la costruzione dei criteri, degli indicatori e delle modalità di documentazione;
  • La composizione del CdV viene completata con l’assegnazione del membro esterno individuato dall’USR e l’Organo viene costituito con atto formale del Dirigente scolastico. È opportuno definire con integrazione al Regolamento di Istituto le modalità di funzionamento dell’Organo collegiale (es. modalità di convocazione, surroghe, modalità di individuazione del segretario della seduta, ecc.), tenendo distinte le diverse funzioni attribuite dalla Legge 107/2015;
  • Il Dirigente scolastico fornisce alle RSU e alle OO.SS. informazione preventiva circa la consistenza del fondo assegnato all’istituto (a oggi non ancora resa nota dal Miur);
  • Il CdV si insedia; esamina le proposte del Collegio e del Dirigente scolastico; formula i criteri, gli indicatori e definisce modalità di documentazione;
  • Il Dirigente scolastico fornisce informazione preventiva alla RSU e alle OO.SS. circa i criteri adottati, che sono anche pubblicati all’Albo on line;
  • Per iniziativa della RSU o delle OO.SS (che avanzano specifica richiesta) o del Dirigente scolastico, si realizza un’intesa con la RSU e le OO.SS. circa criteri quantitativi (non qualitativi) di distribuzione dei fondi;
  • Il Dirigente scolastico organizza le procedure per la raccolta della documentazione e, sulla base di motivata valutazione, assegna il bonus. Cura inoltre la pubblicazione dell’atto di assegnazione del bonus;
  • Il Dirigente scolastico fornisce informazione successiva alla RSU sull’utilizzo del fondo per la valorizzazione del merito.

Intesa tra Dirigente scolastico e RSU, OO.SS.

L’Intesa ha la funzione di individuare modalità di distribuzione del bonus, dando sostanza alle generalissime previsioni contenute nella C.M. 1804/2016. Ad esempio, potranno essere discussi la percentuale massima – minima di docenti, la ripartizione delle risorse per livelli o gradi scolastici, la cumulabilità o meno con il FIS, ecc. Si tratta di criteri che non riguardano in alcun modo gli aspetti “qualitativi” che la norma assegna esplicitamente al Comitato per la valutazione dei docenti. Riportiamo alcune formulazioni possibili, in alcuni casi tra loro alternative.

Misura del compenso

La misura del compenso può variare da un minimo a un massimo. La somma da attribuire come bonus viene individuata sulla base di quanto fissato dal Contratto integrativo di istituto per analoghi incarichi.

Rapporto con le risorse FIS

I docenti destinatari del bonus non potranno contemporaneamente essere retribuiti, per lo svolgimento della stessa attività, con risorse a carico del FIS – Qualora il bonus sia assegnato a docente già destinatario di compensi a carico del Fis per il medesimo impegno, verrà corrisposta l’eventuale differenza. Le risorse del FIS recuperate saranno ricontrattate.

Ripartizione tra ordini/gradi dell’istituzione scolastica

Tenuto conto dei criteri individuati dal Comitato la somma è ripartita in parti uguali tra gli ordini di scuola/indirizzi presenti nell’istituto. Tenuto conto dei criteri individuati dal Comitato la somma è ripartito proporzionalmente all’impegno progettuale presente nel Piano dell’Offerta formativa.

Docenti a tempo determinato

Ai docenti a tempo determinato, esclusi dall’attribuzione del bonus, ma che risultino ugualmente meritevoli rispetto ai criteri individuati dal Comitato, si riconosce una priorità di accesso ai compensi a carico del FIS.

In allegato alcune bozze e proposte per l’assegnazione del bonus con i relativi criteri. Di particolare pregio quella dell’Istituto Comprensivo Statale Catanzaro “V. Vivaldi” di Catanzaro diretto con eccezionale competenza dal dirigente scolastico Dott.ssa Maria Antonietta Crea.

Domanda accesso al bonus

Valorizzazione  2020 21

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