Bonus per i dipendenti pubblici, per i docenti circa 30 euro lordi al mese in più

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L’aumento una tantum per i dipendenti pubblici, che appare nella Legge di Bilancio, segnala il Sole 24 Ore, offrirebbe vantaggi per alcune categorie professionali, in particolare per i magistrati.

Le cifre nascono dal meccanismo messo in atto per ottenere un incremento nella misura dell’1,5% dello stipendio.

L’una tantum, per com’è scritta nella legge di bilancio, vista la natura delle voci aggiuntive della retribuzione, si calcolerebbe solo sulla base stipendiale. Per cui dove la base è più ampia, l’aumento è più consistente. Così si spiega “il primato” per la magistratura.

I numeri dei magistrati sono lontani dal resto dei dipendenti pubblici dove lo stipendio medio varia dai 24mila ai 28mila euro lordi all’anno a seconda del comparto e dove quindi la manovra porta raramente più di 400 euro lordi (30 euro al mese). Per tutto il resto della pubblica amministrazione, senza incarichi dirigenziali, l’aumento determinato dal meccanismo scritto in manovra oscilla fra i 27,8 euro lordi al mese nella media dei ministeriali ai 32,6 euro degli insegnanti.

I magistrati, però, non ci stanno e in una nota spiegano: “La disposizione alla quale si fa riferimento, riguarda solo i dipendenti statali contrattualizzati e quelli in regime di diritto pubblico che hanno procedure negoziali di determinazione degli stipendi. Lo stipendio dei magistrati è determinato, invece, in base alla legge e non è incrementato per l’anno 2023 dal fondo previsto dalla legge di Bilancio”.

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