Bonus padri separati da 800 euro: a chi spetta e come richiederlo. Tutte le info utili

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Arriva il bonus per i padri separati in difficoltà economiche. È infatti giunto al termine il percorso della misura che prevede un contributo per i genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento: la ministra per la Famiglia Elena Bonetti ha firmato il decreto che rende operativa l’agevolazione.

L’assegno, che può arrivare fino a 800 euro al mese per la durata di un anno (9.600 euro in totale quindi), potrà ora essere distribuito. La misura era contenuta inizialmente già nel decreto Sostegni, varata dal governo Draghi nel maggio del 2021, ma era stata considerata inapplicabile ed era stata quindi necessaria una riscrittura.

Infatti, venivano menzionati i separati e i divorziati ma non le coppie di fatto, oltre a far arrivare l’assegno al genitore non direttamente ai figli.

Andava perciò evitato che un padre (è infatti più raro che la madre paghi gli alimenti) prendesse il bonus e non versasse l’assegno all’ex.

Il testo è stato modificato grazie a un emendamento presentato dalla Lega, che fin dall’inizio ha voluto il bonus, e sostenuto tuttavia anche dagli altri partiti nel decreto fiscale diventato legge nel dicembre scorso, che doveva essere operativo già dallo scorso febbraio ma è slittato fino ad agosto.

Il contributo spetta al genitore in stato di bisogno che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore. Per richiederlo è necessario che Il reddito del richiedente, nell’anno in cui si chiede il sostegno, sia inferiore o uguale a 8.174,00 euro“.

Per poter beneficiare dell’aiuto il richiedente deve aver “ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di novanta giorni o per una riduzione del reddito di almeno il 30 per cento rispetto a quello percepito nel 2019”.

Il contributo verrà erogato esclusivamente ai genitori “che non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento o lo abbiano ricevuto in maniera parziale tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022″.

L’aiuto verrà corrisposto in una soluzione unica con un tetto di 800 euro mensili e per un massimo di un anno “tenuto conto delle disponibilità del fondo (pari a 10 milioni di euro) rispetto al numero dei beneficiari”, sottolinea il decreto

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