Bonus merito solo a docenti del “cerchio magico” e non a chi lavora in classe. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – Dove si adotta di più il sistema dei due pesi e delle due misure? Certamente tra i settori della Pubblica Amministrazione è la scuola ad occupare i primi posti per questi sistemi di disuguaglianze sia tra il personale docente che tra gli alunni.

Il metro di giudizio, o meglio di pregiudizio che dir si voglia è molto evidente nella scuola e lo diventato ancora di più da quando è stato introdotto con la legge della “Buona Scuola” la valorizzazione del merito dei docenti.

Il sistema dei due pesi e delle due misure è diventata in questo modo la condotta di valutazione del personale docente: da una parte vi sono coloro che accondiscendono alle richieste dei DS e, quindi, godono del suo beneplacito e dall’altra vi sono i docenti che continuano a lavorare silenziosamente e coscienziosamente nelle classi e passano inosservati agli occhi del DS.

Bisogna, però, che i docenti che lavorano sodo con gli alunni e sono al di fuori del “cerchio magico” dell’istituzione scolastica vengono apprezzati soprattutto dagli alunni ed è questo quello che conta e che da’ maggiori soddisfazione e carica al docente.

Per quanto attiene gli alunni anche qui vige il metodo dei due pesi e delle due misure e questo si evidenzia ancora di più in sede di un esame conclusivo del ciclo d’istruzione, dove la commissione giudicatrice non adotta un metodo di valutazione uguale e giusto per tutti gli alunni, ma capita che alcuni vengono penalizzati ed altri vengono premiati.

È necessario, quindi, che la scuola diventi non il luogo dove si adottano trattamenti diversi, sia per docenti che per alunni, ma si lavori per l’uguaglianza di tutti gli operatori della conoscenza e degli alunni.

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