Bonus merito: sentenza apre a possibilità di conoscere i nomi dei beneficiari. Presidi devono fornire informativa ai sindacati

Prof. Vito Carlo Castellana Coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Bari – Nel mese di Ottobre del 2016, la Gilda degli Insegnanti di Bari, con la consulenza legale dell’avv. Raffaella Romano, effettuava richiesta di accesso agli atti a tutte le scuole della provincia di Bari, con l’obiettivo di rendere trasparente il Bonus premiale.

La L.107 infatti ha consegnato nelle mani dei D.S. una somma di denaro pubblico per la quale non è dato sapere né quanto, né a chi questa viene assegnata. In tal senso sono arrivate tantissime richieste da parte dei colleghi che ignoravano i beneficiari nelle loro scuole della attribuzione del premio legato al “merito”.

Si è quindi proceduto, come Organizzazione Sindacale, a chiedere direttamente alle scuole i dati. Allo scadere dei 30 giorni stabiliti dalla legge per la concessione dell’accesso agli atti, oltre il 70% dei D.S. ci negava i dati. Per la provincia di Bari si tratta di numeri importanti, circa 200 scuole. Impossibile aprire un contenzioso con tutti i Dirigenti. Si decideva pertanto di concordare una strategia e di coinvolgere anche la Direzione Nazionale in questo. Il direttivo di Bari stabiliva di avviare 10 ricorsi al Tar Puglia, mentre, contattato il Coordinatore Nazionale Rino di Meglio, ci veniva assicurato anche il supporto della struttura del nazionale che avrebbe monitorato tre scuole, per le quali sarebbe stato ripetuto l’accesso agli atti.

Le prime sette udienze si sono tenute nel Maggio del 2017. I giudici hanno in parte accolto il nostro ricorso in ben 5 casi.

Infatti dalle sentenze emerge che i D.S. devono fornire informativa, in merito al bonus di merito, alle Organizzazioni Sindacali che deve essere anche pubblicata sul sito istituzionale della scuola. Tutto questo va fatto per dati aggregati.

I Giudici fanno riferimento anche all’art. 6 del C.C.N.L. e in particolare al comma 2 dove sono elencate le materie di informazione preventiva e di contrattazione integrativa. La sentenza inoltre specifica che “E’ pacifico in giurisprudenza che sussiste il diritto dell’organizzazione sindacale ad esercitare il diritto di accesso per la cognizione di documenti che possano coinvolgere sia le prerogative del sindacato quale istituzione esponenziale di una determinata categoria di lavoratori, sia le posizioni di lavoro di singoli iscritti nel cui interesse e rappresentanza opera l’ associazione. Rileva, infatti, un duplice profilo di legittimazione che consente di azionare il diritto di accesso da parte delle organizzazioni sindacali sia iure proprio, sia a tutela di interessi giuridicamente rilevanti della categoria rappresentata.”

Si lascia intendere quindi che sarebbe diritto del sindacato ad avere anche tutti i nominativi dei beneficiari del bonus meritocratico qualora si indichi l’interesse a tutelare un singolo docente.

Altro aspetto molto interessante di questa sentenza è che il giudice ha voluto nominare il Prefetto come commissario ad acta al fine di garantirne l’esecuzione.

Con questo ricorso si è voluto iniziare a rompere un muro di fronte al quale ci si è trovati. La legge 107 ha dato infatti in mano ai dirigenti uno strumento, quello del bonus premiale, che pone seri interrogativi. Cosa è il merito? Chi e come lo stabilisce? A questo andrebbe aggiunto che la legge non ha previsto adeguate forme di pubblicità e di trasparenza, questo sembrerebbe dare enorme potere discrezionale ai D.S. che sulla carta dovrebbero, nell’assegnare il “bonus di merito”, attenersi ai criteri elaborati dal comitato di valutazione, ma che in realtà non avendo alcun controllo e soprattutto non avendo l’obbligo di rendere pubblici i nominativi dei premiati, potrebbero gestire questa somma di denaro quasi come se fosse proprio e non pubblico.

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