Bonus merito. Se “con 24 mila baci felici corrono le ore” con 24 mila euro nelle nostre scuole cosa accadrà?

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Se "con 24 mila baci felici corrono le ore" con 24 mila euro nelle nostre scuole ho qualche dubbio che altrettanto felici correranno le ore.

Se "con 24 mila baci felici corrono le ore" con 24 mila euro nelle nostre scuole ho qualche dubbio che altrettanto felici correranno le ore.

24 mila euro è la cifra media che ogni scuola dovrebbe ricevere come ha comunicato il MIUR per i fini che dovrà conseguire il noto comitato di valutazione.

Il MIUR ha reso noto che con  "un decreto specifico del Ministro ripartirà il fondo a livello territoriale e tra le istituzioni scolastiche in proporzione alla dotazione organica dei docenti, considerando altresì i fattori di complessità delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggiore rischio educativo. Comunque il livello medio di finanziamento per ogni scuola su cui è possibile iniziare a fare delle ipotesi è di mediamente 24.000 euro.

Il fondo è indirizzato a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado presenti sui posti della dotazione organica (posti comuni, sostegno, irc).

Viene definito “bonus” in quanto è da considerare come una retribuzione accessoria che può essere confermata o non confermata di anno in anno in relazione ai criteri stabiliti e alle valutazioni ricevute.No, non ci sono cifre di riferimento in quanto il tutto è determinato dai criteri del Comitato e dall'applicazione attraverso i rilievi e le valutazioni del Dirigente."

Salario accessorio, ma che per capriccio ministeriale viene ad oggi negato alla contrattazione, salario accessorio che andrà a premiare i più meritevoli in base ai criteri, di cui alla Legge 107 del 2015, che verranno adottati dal Comitato e con l'ultima parola che spetterà alla Dirigenza.

Non si può escludere che questa somma finisca tutta nelle "tasche" di una manciata di docenti.

Il MIUR d'altronde ha affermato che "Comunque, bisogna tenere in considerazione che il fondo è indirizzato specificatamente al merito professionale del personale docente, prefigurando di conseguenza dei criteri che sappiano effettivamente rilevarlo e valutarlo per poi promuoverlo e valorizzarlo. Più i criteri saranno condivisi ma nello stesso tempo stringenti, puntuali, rilevabili, misurabili, valutabili più probabilmente implicheranno una differenzazione fra i docenti e nello stesso tempo un consenso in quanto andranno effettivamente a premiare il merito."

Potrebbe essere anche uno solo, cosa che dubito possa accadere, ma ciò non lo si può escludere a priori.

Pochi docenti, meritevoli, che matureranno una somma di danaro significativa che si potrà aggiungere, salvo diversa previsione nella contrattazione collettiva, a quella  propria del FIS.

Ed è chiaro che i destinatari saranno soprattutto i collaboratori dei DS, o chi attuerà determinati progetti.

E' vero che non sarebbe vietata in linea di principio e neanche in via normativa, come già avevo in passato spiegato, una distribuzione equa di questa somma a favore di tutto il personale docente, perché alla fine tutti contribuiscono al miglioramento complessivo della scuola. Ma ciò nella realtà delle cose non potrà mai accadere, perché si compromette il senso del comitato di valutazione, competizione, gerarchizzazione, ed alleggerire il carico di lavoro dei DS, che verrà spacciato come attività di corresponsabilità, pur non essendo i docenti dirigenti, ma poco importa nella realtà delle cose.

Questa è una delle norme più contestate e contrastate della Legge 107 del 2015 e non a caso rientra in uno dei quesiti referendari abrogativi che si stanno proponendo. Norma contestata, non condivisa, destinata a fallire nella sua applicazione, d'altronde nessuno può essere obbligato ad essere "valorizzato" o ad accettare il bonus di cui al comitato di valutazione.

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